Incontri d'autore sull'altro ramo del Lario

Può sembrare strano, ma su «quell'altro» ramo del lago di Como c'è un paesino di 200 anime in cui, d'estate, arriva gente come Philippe Daverio, Mario Botta, Claudio Martelli, Elio Fiorucci. Quel paesino si chiama Zelbio, 800 metri d'altezza a picco sul Lario, uno degli angoli più suggestivi della provincia comasca, e fino al 6 settembre ospita «Zelbio cult, incontri d'autore su quell'altro ramo del lago di Como», uno dei festival più raffinati dell'estate lombarda per il raro e intelligente intreccio fra letteratura, arte, architettura, politica, teatro, fotografia, musica, imprenditoria all'insegna di un dialogo aperto e mai banale. Giunto alla settima edizione, il festival è curato dal giornalista Armando Besio, genovese di nascita ma da sempre innamorato di Milano, dei Promessi Sposi e dei Sacri monti prealpini. Affascinato da Zelbio fin da bambino, a un certo punto ha deciso, con alcuni amici, di farne il palcoscenico d'eccezione per incontri colti e divertenti, organizzando quello che è stato definito «il più piccolo festival italiano». La scommessa sta funzionando alla grande, grazie anche alla capacità di coinvolgere protagonisti del panorama culturale lombardo e non solo. Dopo l'apertura con Philippe Daverio, il festival prosegue venerdì 25 luglio con un incontro a base di musica e parole con Nazzareno La Rovere, storico chitarrista della band milanese I Profeti, che racconta la collaborazione con Mogol-Battisti. Sabato 27, appuntamento con un'Italia che sembra ormai lontana: l'ex ministro e leader socialista Claudio Martelli, da poco in libreria con l'autobiografia «Ricordati di vivere» (Bompiani), ripercorre la propria avventura personale e politica. Sotto i riflettori quarant'anni di storia italiana, con al centro Milano: dalle prime esperienze nei giovani repubblicani milanesi all'ascesa all'interno del Psi, dal sodalizio con Bettino Craxi al ministero di Grazia e Giustizia, fino al crollo della Prima Repubblica. Non mancheranno incursioni sull'Italia di oggi. Sabato 9 agosto si cambia copione per approdare alla grande architettura dei nostri giorni. Anche qui c'è di mezzo un libro, «Quasi un diario 2003-2013» (Le lettere), autore Mario Botta. E anche in questo caso si parla di ricordi, di stralci di vita e di carriera raccontati in prima persona dal papà della sinagoga di Tel Aviv, della torre Kyobo di Seul, del Mart di Rovereto e della “nuova” Scala. Il programma di agosto prosegue l'11 con i Sulutumana, gruppo musicale valassinese, il 14 con l'attrice dell'Elfo Elena Russo Arman, il 17 con il violoncellista della Scala Jakob Ludwig e il 30 con il fotoreporter milanese Uliano Lucas.