Gli inni sacri del patrono a Palazzo Marino

Ferrari (Cantori Ambrosiani): «Era una specie di cantautore»

«Ambrogio di Milano cittadino della storia». È il titolo dell'opera musicale di Paolo Pivetti che arriverà a Palazzo Marino il 17 dicembre, per l'ultima seduta del consiglio comunale di quest'anno. E così il santo patrono della città avrà un'altra festa con tanto di canti religiosi.Spiega Ferruccio Ferrari, fondatore dell'Associazione Cantori Ambrosiani, che ha voluto l'iniziativa: «L'opera è un breve riassunto della vita di sant'Ambrogio, realizzata usando spesso citazioni delle sue opere, tratta da un'opera teatrale molto più lunga e ampia. Il testo sarà alternato dall'esecuzione di inni composti da Ambrogio. In modo un po' attualizzato, possiamo dire che probabilmente Ambrogio era una specie di cantatutore, perché Sant'Agostino scrive che anche le melodie erano composte da Ambrogio». E ancora: «È un'opera di sorprendente attualità perché Ambrogio parla dei problemi della giustizia, della necessità di accogliere i poveri e di liberare i prigioneri e di usare sempre misericordia». Parole che si intonano con lo spirito del Giubileo, che avrà il suo via ufficiale l'8 dicembre con l'apertura della Porta Santa in Vaticano. L'immagine di Sant'Ambrogio non è solo un pro forma nel gonfalone del Comune, ma rappresenta lo stretto rapporto tra il cristianesimo e la vita civile propria della tradizione milanese. Ambrogio, acclamato vescovo quando non era ancora battezzato grazie alle virtù dimostrate nel governo della città, sarà così celebrato nell'aula del consiglio comunale. La versione dell'opera, rivista per i Cantori Ambrosiani, a cura di Matteo Mattarozzi, avrà come voce narrante Marco Balbi. A cantare sarà il coro Aurora Totus, diretto da Laura Groppetti.SCot