Inversione in Lombardia Stranieri in leggero calo

Giovani al centro. Gli alunni arrivano da Romania, Albania, Marocco, Cina e Filippine

Sabrina Cottone

È la prima volta negli ultimi anni che in Lombardia diminuisce la popolazione straniera, sia pure di appena lo 0,3 per cento. Sono i dati Istat offerti dal rapporto Caritas dedicato alle nuove generazioni a mostrare questa lieve inversione di tendenza nella Regione che rimane la più scelta dagli stranieri, con 1.149.011 presenze, pari al 22,9% del totale, quasi uno su cinque. Il calo è dovuto anche al progressivo aumento di cittadini stranieri che diventano italiani. Manuela De Marco, dell'ufficio immigrazione Caritas italiana, insiste sulla funzione sociale dell'integrazione: «Riesce ad arginare la devianza, l'estremizzazione e la radicalizzazione».

Concentrandosi sui più giovani, la provincia lombarda con il maggior numero di alunni con cittadinanza non italiana è Milano (81.977), mentre la più alta incidenza spetta a Mantova. Milano è la prima provincia per numero di presenze di alunni stranieri in Italia (seguita da Roma e Torino); Brescia e Bergamo sono la quarta e la quinta. Nell'intera Lombardia le nazionalità prevalenti degli alunni con cittadinanza non italiana sono: Romania, Albania, Marocco, Cina e Filippine. In prima fila alla presentazione, come ogni anno, il vicario episcopale Mario Delpini. Nonostante sia ritenuto in pole position per la successione all'arcivescovo, Angelo Scola, non si sottrae e mantiene l'ironia: «Leggo quel che scrivono i giornali. Io so che stanno cercando una persona che abbia meno di 60 anni e non rispondo a queste caratteristiche...». E sull'immigrazione: «Questo rapporto sulle giovani generazioni invita chi ne vuol parlare a conoscere i dati, perché parlarne per slogan o per impressioni non serve a capire il problema né a affrontarlo». E ancora: «La situazione, forse toccherà ad altri affrontarla dal punto di vista generale, sistemico, però può essere affrontata con attenzioni che io chiamerei l'arte di costruire il buon vicinato».

Porta i saluti dell'arcivescovo il presidente della Caritas, monsignor Luca Bressan: «Durante la visita pastorale ai migranti, il cardinale Scola è rimasto colpito dall'avere incontrato adolescenti che hanno detto di provare invidia per i loro coetanei italiani perché li vedono più liberi. Il rischio, ha sottolineato il cardinale, è che loro prendano i nostri vuoti più che le nostre tradizioni». In sala l'assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino, che ha parlato della legge sui minori stranieri non accompagnati: «Dobbiamo essere nelle condizioni di accogliere i bambini con progetti ad hoc». E il direttore Caritas, Luciano Gualzetti: «Gli alunni stranieri che frequentano le nostre scuole in Lombardia sono oltre 200mila: il 63% (quasi 130mila ragazzi) nato in Italia». Sul sito della Diocesi un audio del vicario Paolo Martinelli: «Si tratta di regolare un fenomeno in atto da generazioni, comprendendo paure e ragioni e guardando al bene comune».