"Io chef tristellato dico: torniamo al pranzo della domenica italiana"

Chicco Cerea al ristorante del Gallia rilancia il menù della tradizione: "Basta col brunch"

Brunch addio, e stesso dicasi per il parossismo modaiolo che impera nella cucina italiana, complici i talent tv. «La cucina ha fatto passi da gigante, ma è giunto il momento di tornare ai sapori semplici e alla vera convivialità che, nella nostra tradizione italiana, ha sempre trovato la massima espressione nel pranzo della domenica». A parlare non è l'oste di un agriturismo fuoriporta, ma Francesco «Chicco» Cerea, chef tristellato del celebre ristorante bergamasco Da Vittorio, che a Milano coordina con i blasonati fratelli le cucine del ristorante Terrazza Gallia, al settimo piano dell'Hotel Excelsior. Proprio qui, nel panoramico roof top, i fratelli Cerea in tandem con gli chef Vincenzo e Antonio Lebano hanno riscoperto con maestria il classico uovo di Colombo: ovvero l'idea di rilanciare nelle domeniche milanesi l'antico pranzo della tradizione, quello fatto di tavole imbandite e ricette genuine.

Una tendenza, quella del pranzo domenicale in sostituzione del brunch all'americana (di cui Milano ha portato la bandiera), che si era già affacciata in questi ultimi due anni nei ristoranti cittadini, alla ricerca di nuove formule per risvegliare la ristorazione festiva. Ma il fatto che siano tre chef blasonati e un ristorante chic della nuova Milano a rilanciare il progetto, fa certamente più notizia. Basta dunque con le uova a occhio di bue, bacon e pancakes. Via libera, invece, a coppa piacentina DOP, burrata di Andria, frittata di broccoletti, mondeghili, risotto con l'ossobuco eccetera. «La nostra Domenica Italiana - dice Cerea - ha un significato alimentare, culturale e anche simbolico: ricostruire un rito in cui, almeno un giorno alla settimana, la famiglia e gli amici si ritrovano uniti al desco davanti a un cibo che richiami i valori della vera convivialità». Ecco allora un menù, quello proposto per ogni domenica a pranzo sulla terrazza del Gallia, composto da antipasti, piatti principali, dessert, tutti ispirati ai pranzi in famiglia. «La nostra idea è quella di un vero pranzo fatto di tante portate a cui tutti i commensali possano attingere, piena di colori e profumi di una volta, perchè il cibo nella nostra tradizione è sempre stato soprattutto sinonimo di amore e socialità. Il mio sogno sarebbe che tutti i commensali, almeno in questa occasione, lasciassero i telefoni cellulari in guardaroba e si abbandonassero al piacere della cucina genuina e del dialogo, come accadeva una volta».

I piatti saranno rigorosamente stagionali, con ricette di tutte le regioni italiane e i prodotti made in Italy che in tutto il mondo ci invidiano. «La nostra tavola della domenica avrà le migliori eccellenze della produzione italiana, dai salumi a formaggi ai sottoli, mentre il pane fatto con lievito madre e farine artigianali avrà la forma di una pagnotta intera da condividere e spezzare a mano».

Commenti

agosvac

Sab, 17/03/2018 - 17:19

Finalmente un maestro di cucina che invece di inventare castronerie si rifà alla vecchia, sana , indimenticabile ed ineguagliabile TRADIZIONE!!!

Gianca59

Dom, 18/03/2018 - 13:26

Era l' ora.