"Io, interista, darei una targa a Rocco"

Il sindaco è favorevole a intestare un'area verde anche all'ex allenatore del Milan

E scende in campo anche il sindaco Giuseppe Sala in quello che ormai sembra diventato un vero e proprio derby dei «giardinetti». Il mago Helenio Herrera e il Paròn Nereo Rocco di nuovo l'uno contro l'altro come negli anni Sessanta quando le maglie di Milan e Inter erano a strisce grosse, San Siro con un paio di anelli in meno e quando per sentire il risultato del primo tempo del Derby si aspettava con trepidazione il collegamento di Tutto il calcio minuto per minuto. «I milanisti che chiedono un riconoscimento per Nereo Rocco, allenatore storico della squadra, dopo che i giardini di piazza Axum sono ststi dedicati allo storico allenatore dell'Inter Helenio Herrera hanno ragione - ha spiegato ieri il sindaco a margine della inaugurazione del MilanoLuiss -. Se qualcuno me lo chiede io sarò tra i primi a dire di sì e a essere convinto». Palla al centro quindi. Un giardino vista San Siro dedicato al Mago in via dei Rospigliosi da ieri c'è, con una bella targa a rinverdire per sempre il mito della Grande Inter che con Herrera in panchina dominò il mondo. Un altro giardino che celebri la sanguigna figura del Paròn, che nella natia Trieste ha già col suo nome lo stadio, potrebbe presto arrivare: «Che io sia un ultra interista è chiaro - ha spiegato il sindaco - ma che io voglia fare differenze tra Inter e Milano assolutamente no. Nutro grande stima per la figura di Nereo Rocco. Se mi scrivono sistemeremo rapidamente questa cosa che obiettivamente non è bella. È il momento che la nostra città dia un riconoscimento anche a Rocco». Un derby che, mai come questa volta sembra avviato verso un giusto pareggio. Mago e Paròn due pezzi di storia del calcio milanese (e non solo milanese) che continuano a giocarsi un derby che non finirà mai. «È un'emozione incredibile che Milano abbia dedicato i giardini a mio padre - ha spiegato durante la cerimonia di inaugurazione il figlio di Helenio Herrera -. E forse per la nostra famiglia lo è un po' di più perché era un po' apolide enon ha mai avuto nulla di dedicato. Tra Argentina, Francia, Italia mio padre non ha una patria e forse la sua casa è qui, vicino a San Siro, il posto in cui ha più allenato e vinto. Milano è la città che più gli ha dato gloria e che più ha sentito sua». I Giardini Herrera guardano lo stadio e il ricordo vola alla squadra che vinse tre campionati italiani, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali: Sarti, Burgnich, Facchetti... I Giardini di Rocco potrebbero nascere dall'altra parte del Meazza raccontando scudetti, la finale di coppa campioni a Wembley: Rivera, Trapattoni, Maldini...

Commenti

Gibulca

Dom, 12/11/2017 - 13:08

Sono interista anche io. Ma Rocco merita il rispetto e l'attenzione di tutti gli sportivi italiani, simbolo di un calcio e di un Paese che purtroppo non ci sono più