Kal, il musicista picchiato senza motivo

Dal giorno dell'aggressione, mercoledì 19 giugno, ha perso ogni brio e si è chiuso in casa con i suoi pensieri. «Le ferite migliorano di giorno in giorno; il morale, invece, è quello che è» dicono con voce sommessa nell'entourage di Kal dos Santos (nella foto, ndr) artista brasiliano (è nato a Salvador di Bahia il 21 maggio di 58 anni fa) aggredito e pestato mercoledì 19 giugno per strada da un gruppo di sconosciuti. Che, fingendo di riconoscerlo come l'uomo che il giorno prima aveva picchiato un bimbo, all'angolo tra via Venini e via Popoli Uniti - tra piazza Caiazzo e la stazione Centrale - lo hanno assalito con inaudita violenza e apparentemente senza nessuna ragione.
Kal, molto noto in città e in Italia tra gli amanti della musica afro brasiliana (ha collaborato, tra gli altri, anche con Miriam Makeba) ha deciso così di organizzare per oggi alle 18.30 in largo Fratelli Cervi, a due passi dal luogo in cui è stato assalito, un presidio musicale pacifico, allietato da un'esibizione dei Mitoka Samba, di artisti e gente comune. Tutti invitati affinché quel che è accaduto a Kal non passi sotto silenzio e in modo che i milanesi, non solo la comunità brasiliana, non chiudano gli occhi davanti a tanta violenza.
Nove giorni fa l'artista bahiano era in via Venini, una zona che non frequenta abitualmente. Dopo aver consegnato l'auto al meccanico stava tornando verso la metropolitana, quando è stato indicato da un bambino. «Lui - ha detto il piccolo - mi ha picchiato ieri! È stato lui!». Kal è stato accerchiato in quattro e quattr'otto da tre uomini. Gli sconosciuti, dopo averlo bloccato fisicamente, lo hanno accusato. E lui non ha fatto nemmeno in tempo a replicare di non avere nulla a che vedere con quella storia: i tre, raggiunti da altre persone, lo hanno riempito di calci, pugni e ginocchiate. Quindi gli hanno sbattuto la testa sulle auto parcheggiate, strappandogli i capelli e cercando di scippargli la borsa e il cellulare. La cosa aberrante è che nessuno, tra i passanti, ha cercato di dargli una mano se si eccettua un tizio che ha provato, senza successo, ad aiutarlo. Proprio quando gli aggressori stavano per scagliarsi ancora su di lui con dei cocci di vetro , è arrivata la polizia che li ha messi in fuga.
Sanguinante l'artista è stato portato al Fatebenefratelli da dove è stato dimesso la sera successiva con una prognosi di dieci giorni.
Uno scambio di persona? Una mossa ben architettata per tentare una rapina? Kal non lo sa, ma stasera la sua arte parlerà per lui.