L'«Essenza» dell'assenza negli scatti di Benedusi

È un progetto inedito e doloroso, quello che Settimio Benedusi presenta oggi alla Leica Galerie. Tra i più noti fotografi italiani di moda e pubblicità, questa volta parla di se stesso partendo da scatti di famiglia e trasformando il suo progetto in una catarsi. Tutto ebbe inizio in agosto, da un autoritratto realizzato con la madre ottantanovenne la mattina alle 7.30 prima di andare alla messa in suffragio del padre Marsilio, mancato otto anni prima. L'immagine, intercettata sui social network dove l'aveva condivisa, piace alla redazione di EyesOpen! magazine (trimestrale indipendente di cultura fotografica), che lo contatta e gli chiede la foto per la copertina del nuovo numero.«Noi costruiamo ogni uscita su un tema astratto sul quale sviluppiamo i servizi principali racconta Barbara Silbe, direttrice della testata sull'uscita autunnale avremmo parlato di Assenza, a Benedusi piacque la nostra proposta e decise di iniziare un percorso intimo costruito sulle sue foto da bambino insieme ai genitori per raccontare il tema a modo suo».«Da questi scatti degli anni '70 svela l'autore tirati fuori dai cassetti della mia memoria, con un gesto tanto violento quanto d'amore, con Photoshop ho fatto letteralmente sparire mio padre generando così un prima e un dopo, un con e un senza che è li di fronte a tutti per farci pensare. Quel bambino continua a ridere e a essere felice nelle immagini che vedrete. In fondo, come tutti noi, è inconsapevole della solitudine alla quale siamo, inevitabilmente, destinati».La personale, dal titolo «ES_SENZA», si inaugura alle 18.30 e si compone di foto analogiche e del corrispettivo digitale, in cui il padre manca dall'inquadratura. Chiude il percorso emozionale lo scatto che firma anche la copertina di EyesOpen!: madre e figlio, due posture impalate in un ambiente pieno di oggetti che hanno scandito una vita. Una teiera, una candela, quadri appesi, qualche fiore. Entrambi svestiti, letteralmente in mutande, poco prima di andare in chiesa si prestano a un autoscatto realizzato con un cellulare da un fotografo notoriamente più abituato a spogliare gli altri che se stesso. Un ritratto di famiglia che arriva dritto alla nostra stessa parte emotiva, a sottolineare un senso di perdita, vivo nel tempo. Quell'assenza ci parla della nostra, dei lutti che sono greve bagaglio comune, come condivise e inevitabili sono le paure da affrontare. Non manca però un tono ironico, in questa messa in scena: quello di una donna anziana che sta al gioco del figlio, quella di lui che la coinvolge e la fa girare per la rete senza veli, quella di un pudore che cade di fronte a chi li osserva. A testimoniare che «la fotografia è una cosa molto seria». All'inaugurazione, che presenterà il nuovo numero di EyesOpen! con questo servizio inedito, saranno presenti anche la direttrice Barbara Silbe e Manuela Cigliutti, direttore creativo e photoeditor.