L’università degli insetti «occupata» dalle pulci chiude per disinfestazione

La vendetta degli insetti, la rivincita delle pulci. Chiamatela come volete. Fatto sta che gli animali, da cavie o oggetti di studio in laboratorio, sono diventati i padroni dell’istituto di Entomologia Agraria di via Celoria. Roba da film comico. O da Italia, appunto.
L’edificio dell’università Statale è stato, infatti, letteralmente preso d’assalto dalle pulci. Tanto che l’altro ieri sono dovuti intervenire i tecnici per bonificarlo. Così l’istituto è rimasto chiuso per un tre ore. Ironia della sorte, gli studenti degli insetti e i dipendenti della facoltà di Agraria riferiscono di essersi portati addosso le creaturine dalle aule fino a casa. Perché la prima disinfestazione non aveva raccolto i risultati sperati e se ne è resa necessaria una seconda. Che poi in realtà è una terza, dato che all’origine del problema dipendenti e studenti del dipartimento avevano provato a disfarsi da soli degli intrusi indesiderati, senza però riuscirci.
«La notizia è senza dubbio curiosa. È un po’ come se l’ospedale venisse chiuso per malattia», dice Giuseppe Lozzia, ex direttore dell’istituto e ora docente di Entomologia forestale in via Celoria, conservando comunque il solito buonumore. Lui è uno che di disinfestazioni se ne intende. «Però casi del genere a Milano sono nella norma. Le pulci sono spesso trasportate da altri animali. Qui all’istituto, per esempio, sono arrivate a causa dei gatti randagi che popolano i seminterrati di Microbiologia, chiusi per ristrutturazione. Stiamo parlando di una colonia di trenta esemplari». Che i mici occupino parte di un edificio scolastico, però, non pare così normale. «Ma no, ci sono da parecchio tempo. Almeno da quando sono iniziati i lavori. Poi probabilmente sono saliti anche al primo piano attraverso i condotti del nuovo impianto di riscaldamento. Portandosi dietro gli insetti, a quanto sembra. E dunque è stata necessaria la disinfestazione», conclude il professore Lozzia.
La collega Barbara Manachini, ex ricercatrice dell’istituto e ora in forza presso il dipartimento di Biologia, avvalora però un’altra ipotesi. «Tutto è cominciato all’inizio dell’estate, quando nel seminterrato ci sono stati alcuni allagamenti. Proprio lì dove erano custoditi gli allevamenti di insetti, utili per ricerche e tesi di laurea. Così, al rientro dalle vacanze, tecnici e studenti si sono ritrovati in preda alle pulci, forse portate dai ratti che si sono introdotti dall’allagamento. Una situazione buffa, con degli insetti che sopraffanno gli entomologi, chi li studia e li controlla. Ma anche rischiosa per la salute pubblica, perché i ricercatori hanno portato gli animaletti con sé e nel tragitto fino a casa».
«Ma quali ratti...le pulci nelle cantine ci sono da più di un anno. Io stesso sono stato attaccato alle gambe quando sono sceso al piano inferiore. Ripeto, sono i gatti i veri responsabili. E comunque non c’è nessun allarme per la salute pubblica», risponde Lozzia. Aldilà della querelle degli studiosi sulle cause, resta la curiosità dell’episodio. Che per alcuni ricercatori di via Celoria non è affatto gradevole. «La situazione igienica qui non è delle migliori - spiegano in coro -. Agli scarafaggi c’eravamo abituati, ma alle pulci no. E chiusura dell’altro giorno a parte, anche nei giorni precedenti abbiamo preferito restare lontani dal laboratorio. L’idea di portarci gli insetti fino a casa non ci piaceva affatto».