L'anno delle mostre "in rosa" Si parte con l'arte di Adriana

In programma 54 esposizioni in dodici sedi milanesi: da Bisi Fabbri (da domani) alle «Signore del Barocco»

Dicembre, tempo di bilanci. La stagione delle mostre è andata molto bene quest'anno, e del resto c'era da aspettarselo: Milano ha puntato tutto su Leonardo ed è stata premiata. La mostra «Leonardo mai visto», ancora in corso al Castello, è stato visitata da oltre 250mila persone e la riapertura della Sala dell'Asse prorogata per successo di pubblico fino ad aprile. Non è finita: il soprintendente al Castello Claudio Salsi promette nuove sorprese con altre due mostre che apriranno a gennaio, dedicate all'atelier leonardesco e ai segreti della leggendaria mano sinistra con cui il genio rinascimentale era solito scrivere. Come tenere però alta l'attenzione dopo questa «scorpacciata leonardesca»?

L'assessore alla Cultura Filippo Del Corno si è giocato una buona carta: i talenti delle donne. #TimesUp, dunque, anche per le mostre d'arte: delle 54 esposizioni in calendario per il 2020, suddivise su una dozzina di sedi, la maggior parte celebrerà la creatività femminile. Il programma che risulta è denso: quasi 6 milioni l'investimento necessario, di cui oltre un milione e mezzo provengono dalle casse comunali. Tra i progetti più interessanti la mostra, che inaugura domani al Museo del Novecento, dedicata ad Adriana Bisi Fabbri, illustratrice controcorrentre del Primo Novecento finalmente considerata, l'antologica su Grazia Varisco a Palazzo Reale, un'affascinante collettiva sulle «signore del Barocco» quali Artemisia Gentileschi, Sofonisba Anguissola, Lavinia Fontana (sempre a Palazzo Reale, a fine 2020). Doveroso l'omaggio a Marieda Boschi, collezionista milanese e ceramista di gran talento: a lei dobbiamo quel gioiello che è Casa Boschi di Stefano.

Significativa anche la mostra fotografica con le «storie di strada» della grande Letizia Battaglia che aprirà a Palazzo Reale tra due giorni: alcuni suoi lavori però sono stati appena esposti in Triennale e al Festival della Fotografia Etica di Lodi. Per rimanere nel campo del fotogiornalismo, ci sarà, di nuovo a Palazzo Reale, una retrospettiva su Margaret Bourke-White.

È a marzo che si concentrano due delle mostre più intriganti di arte contemporanea: l'antologica Contesti al Museo del Novecento ripercorre la carriera e il gusto, a metà tra il geometrico e il decorativo, di Carla Accardi, la regina della calligrafia mancata solo 5 anni fa mentre il Pac, per la cura di Diego Sileo, porta a Milano Tania Bruguera, artista e attivista cubana, tra i nomi più famosi della scena dell'arte attuale. Davvero un bel colpo: l'artista porterà, oltre a una selezione dei suoi lavori più significativi, anche una performance che si preannuncia come uno degli eventi più attesi dell'Art Week di aprile, settimana in cui brillerà anche la stella di Nairy Baghramian, artista iraniana per la prima volta in Italia con un progetto promosso da Furla e Gam. Non tutto, e per fortuna, ruota attorno ai soliti musei del centro. L'Acquario Civico si sta ritagliando una nuova identità come spazio espositivo: la prossima esposizione in calendario è quella di Maria Cristiana Fioretti e va segnalata la mostra, il prossimo settembre, dedicata alle scienziate, promossa dalla Fondazione Bracco. Il Mudec si concentra su temi di attualità: in primavera una originale mostra sull'origine e il futuro dei robot e, a seguire, una monografica su Tina Modotti, fotografa italiana protagonista della rivoluzione femminile in Messico, e su Zanele Muholi, artista e attivista sudafricana che ha incantato tutti all'ultima Biennale di Venezia. Molta fotografia, dunque. E i grandi classici?

Ci sono: dal 7 febbraio Georges de la Tour promette buoni numeri nella biglietteria di Palazzo Reale così come quelle, in autunno, su Mario Sironi e sul Realismo Magico (la cura di Gabriella Belli è una garanzia). «L'offerta culturale non è un regalo alla città, ma un dovere», ha ribadito il sindaco Beppe Sala. L'agenda del 2021 è quindi già in costruzione: annunciate mostre sulla Pop Art, sulle origini del design e anche sull'immaginario femminile di Tiziano.