L'archeologa del linguaggio e i difetti dell'anima

Alla Fondazione Mudima il «Censimento Peculiare» di parole antiche e sentimenti attuali

Giannino della Frattina

«Scrutare tra le pieghe delle parole come si scruta un'anima. E viceversa» è la filosofia (e quindi l'estetica) dell'artista Sabrina D'Alessandro. «Archeologa del linguaggio», ha creato l'Urps, Ufficio resurrezione parole smarrite per «esplorare il rapporto tra parola e immaginario, coniugando arte e filologia». Affralimento, arruffapopoli, brindellone, buscalfana, busillis, ciuffola, fanfalucco, lavaceci, lietovagante, mammalucco, maramaldo, minchionevolezza, mutoparlante, oblomovista, pappacchione, quadrilarga, raplaplà, rimpedalato, rodomonte, salapuzio, scopamestieri, squassapennacchi, taffaruglione, uzzolo, volandolo solo alcuni dei termini già raccolti nel suo Libro delle parole altrimenti smarrite (Rizzoli, con prefazione di Stefano Bartezzaghi) e che ora sono diventati i protagonisti di una serie di performance itineranti. I «Censimenti peculiari sui difetti umani» che Sabrina D'Alessandro ha portato in giro per tutta Europa tra il 2016 e il 2017 e che domani approda alla Fondazione Mudima per la dodicesima tappa dei Censimenti e una retrospettiva sulle precedenti undici, raccontata da nuovi lavori. «I Censimenti Peculiari sono installazioni tematiche con cui l'artista espone parole antiche e rileva stati d'animo attuali. L'ultima serie, su cui si costruisce la mostra, chiede ai visitatori di scegliere la parola del passato che esprime il difetto umano più diffuso nel presente (ma anche, a voler rifrugare, in se stessi) ed è accompagnata da una performance lirica dell'Ufficio Resurrezione (Dipartimento Rinascita Psicovocale)». Lavori sul linguaggio e sull'uomo che sono stati ospitati i sedi prestigiose come la XVI Settimana della Lingua Italiana nel mondo all'Istituto Italiano di Cultura di San Pietroburgo (poi Praga e Dublino), nel carcere di Bollate dove Sabrina D'Alessandro ha allestito la performance per i soli carcerati, lavorando con una detenuta alla realizzazione dell'evento. «In generale i luoghi visitati sono molto differenti, sia per lingua ufficiale (Italiano, Russo, Ceco, Inglese), sia per tipologia di pubblico coinvolto (dai detenuti del carcere ai confratelli di un monastero, dai frequentatori del mercato dell'arte, agli avventori di una sagra di paese). Il percorso è ricco ed esprime la poetica dell'artista secondo la quale verità e imprevisto sono i fili da seguire per trovare nuove strade e scoprire connessioni altrimenti invisibili». Una ricerca che per l'artista vuole «mettere insieme parole perdute e debolezze umane, capitali europee e paesi di provincia, eremi e prigioni, dandoci innumerevoli livelli di lettura e altrettanti spunti di riflessione» (www.ufficioresurrezione.com; www.sabrinadalessandro.com).

Sabrina D'Alessandro, «Reparto Computazioni. Mostra di undici censimenti e attuazione del dodicesimo», Fondazione Mudima, via Tadino 26 dal 16 al 26 gennaio. Inaugurazione domani: ore 18,30 apertura mostra, ore 19,19 «XII Censimento Peculiare», ingresso libero.