Lavoro, la laurea «conta» e per i dottori il posto c'è

Laureati, 15mila nuovi assunti su 54mila (28%) I più richiesti ingegneri, economisti e chimici

Antonio Ruzzo

Il lavoro c'è, non c'è, bisogna andarselo a cercare e spesso bisogna aver la fortuna di trovarlo. E non sempre va come ci si aspetta. Però una laurea, anche se breve, resta una laurea e nella caccia a quella che poi sarà la prima occupazione della vita, conta. La tendenza è confermata nei dati nelle previsioni occupazionali 2015. Complessivamente infatti oltre un quarto (28%) delle assunzioni previste dalle imprese milanesi riguardano laureati, oltre 15mila su 54mila. Non poco. Anche se in un caso su sette non è stato facile trovare la figura professionale richiesta con difficoltà a reperire laureati in Statistica (difficili due assunzioni su tre) seguiti dagli ingegneri elettronici e dell'informazione (33,5%) e i laureati in medicina e odontoiatria (28%).C'è tutto un fiorire corsi e di specializzazioni ma le lauree che danno ancora maggior sicurezza di trovar lavoro restano ancora quelle «classiche» come Economia e commercio ed ingegneria che a Milano sono le più richieste. Economia «vale» nel 35% dei casi, ingegneria elettronica e dell'informazione nel 14 per cento dei casi, ingegneria industriale (8%) e altri indirizzi di ingegneria, (6%), lauree sanitarie e paramediche (6%). La situazione emerge da un'elaborazione della Camera di commercio di Milano sui dati Excelsior sistema informativo permanente sull'occupazione e la formazione realizzato dalle Camere di Commercio, con il coordinamento di Unioncamere nazionale e il sostegno del Ministero del Lavoro e dell'Unione Europea e relativi alle previsioni di assunzioni delle imprese e Milano e provincia nel 2015.

Un dato importante riguarda la richiesta delle aziende per specializzazione di laurea. Alta è quella di dipendenti che siano laureati in chimica-farmaceutica ed economia, il totale dei laureati pesa sul totale degli occupati nei due settori l'84% e il 60%. Alta anche per ingegneria, insegnamento e formazione e indirizzi sanitari (con un peso di circa un terzo in questi settori). Sono oltre cinquantacinque mila le assunzioni previste nel 2005 dalle imprese milanesi, l'8,6% del totale stimato in Italia.

Sempre analizzando i dati della camera di Commercio Milano si conferma motore del Paese nel settore lavoro. La possibilità di essere assunti qui continua ad essere maggiore che altrove: un lavoratore su dieci è occupato a Milano (un milione e mezzo su quindici milioni) e nella maggior parte dei casi si tratta di assunzioni a tempo indeterminato anche se è in aumento il ricorso al part-time. Milano come fucina di lavoro diventa sempre più presente in tutta Italia: il 40% dei posti di lavoro creati dalle imprese milanesi sono fuori del territorio provinciale, cioè circa seicentodieci mila addetti arrivano dalle quaranta mila imprese delocalizzate in altre province a cui se ne aggiungono circa duecentoquaranta mila creati dalle mille multinazionali milanesi all'estero: in tutto ottocentocinquanta mila posti di lavoro fuori Milano, in Italia e nel mondo.