"La legge sulle moschee? Un baluardo. Sicurezza irrinunciabile"

L'assessore all'Urbanistica Vivana Veccalossi sempre più convinta: "Non vogliamo intolleranza, ma regole rigide"

Assessore Viviana Beccalossi, il presidente Maroni chiede a Renzi di non impugnare la legge che lei ha scritto sulle moschee. Una mossa utile per aumentare la sicurezza?

«Prima era utile. Dopo i fatti di Parigi, è indispensabile. Dobbiamo dare regole certe e precise per la costruzione dei luoghi di culto. Compresa la moschea che il sindaco Pisapia vuole costruire a Milano».

Il centrosinistra sostiene che la legge non serva per tutelarci realmente dal rischio di attentati.

«Io credo che non sia più tempo per fare del facile buonismo. Dobbiamo tutelare l'incolumità dei cittadini. E nel farlo ci sentiamo, purtroppo, facili profeti visto che la Francia ha annunciato di essere pronta a chiudere una serie di luoghi di culto islamici».

In che modo una legge, che nasce come norma urbanistica, può prevenire atti di terrore?

«Senza fare illazioni, ma tutti i terroristi presenti in Europa sono passati dalle moschee. È un dato di fatto. Ora anche il cardinale Angelo Scola chiede prediche in lingua italiana».

Ecco, appunto. Il cardinale Scola. Anche lui sostiene che l'Islam debba cambiare e che i musulmani debbano cominciare a condannare la violenza.

«Finalmente lo dice anche lui, meglio tardi che mai. Quando lo abbiamo sostenuto noi, tutti si sono stracciati le vesti. Ora non si parli più di politica ma di buonsenso. Dobbiamo prevenire, per quanto ci è possibile».

Quali sono i vincoli chiesti dalla legge per la costruzione dei luoghi di culto?

«Ad esempio, chiediamo l'installazione di telecamere. E soprattutto subordiniamo la realizzazione di nuove costruzioni alla conformità Vas (valutazione ambientale strategica). Cioè concediamo ai cittadini la possibilità di portare obiezioni motivate sull'intervento».

Prevenzione?

«Credo sia meglio prevenire che presenziare ai funerali. Per questo ho partecipato a un'iniziativa a Mantova, insieme a Magdi Cristiano Allam, per illustrare i contenuti della legge».

Quindi, sfatiamo una volta per tutte che la legge predichi l'intolleranza. Non va più chiamata legge anti-moschee.

«Per me la possono chiamare come vogliono. L'importante è che si capisca che non serve essere intolleranti ma bisogna essere rigorosi. Soprattutto quando abbiamo a che fare con una religione che al suo interno ha anche dei terroristi. Mica stiamo parlando della chiesa valdese».

Però non si faccia di tutta l'erba un fascio.

«La legge serve anche per tutelare gli islamici che sono persone per bene. Però chi predica tanta tolleranza, la smetta. La tolleranza non ha portato tutto questo bene a Parigi che si è sempre dichiarata capitale multirazziale».