L'esame alla testa? Per i bimbi un viaggio dentro l'astronave

Nella stanza della risonanza magnetica stelle e pianeti grazie al videoproiettore E per i più piccoli l'esame è un'avventura

Maria SorbiEntrano in ospedale per fare una risonanza magnetica ed escono con il patentino di astronauti. Al San Raffaele d'ora in avanti i bambini avranno meno paura di affrontare gli esami. Nasce il primo «corso di addestramento per piccoli piloti di astronavi», che simula un'avventura nello spazio per aiutare i piccoli pazienti e le loro famiglie a gestire ansie e paure legate a uno degli esami più temuti. E così l'unità di Neuroradiologia di via Olgettina diventa una specie di sede della Nasa. Già vincitore del premio Terzani 2010 per l'umanizzazione della medicina, il progetto Piccolo astronauta, nato nel 2008, è stato completamente rinnovato grazie al contributo dell'azienda Boehringer Ingelheim. L'apparecchio per la risonanza magnetica si trasforma in una navicella spaziale che accompagna il bambino tra pianeti, stelle e galassie, riprodotti grazie a uno speciale videoproiettore. In questo modo il piccolo paziente può affrontare l'esame dimenticandosi delle sue paure e giocando con la fantasia.Ad accompagnare i bambini durante il «corso» sono i neuroradiologi, le psicologhe, i tecnici e gli infermieri che, insieme, lavorano per creare una relazione di fiducia, proponendo varie attività a seconda della loro età. Bimbi e famiglie vengono preparati al viaggio spaziale anche grazie ai tablet messi a disposizione e a una App creata apposta. «La risonanza magnetica è lo strumento più importante per ottenere una diagnosi neuroradiologica precisa - dichiara Andrea Falini, primario dell'unità di Neuroradiologia dell'Irccs San Raffaele - Per un bambino, però, può costituire un momento angosciante. Grazie al progetto Piccolo astronauta, l'esame diventa un'avventura che stimola l'immaginazione».Perché la risonanza magnetica riesca alla perfezione è necessario che il paziente sia tranquillo. L'apparecchiatura, che serve a studiare le patologie del sistema nervoso centrale, in ambito pediatrico serve soprattutto per diagnosticare o monitorare malformazioni congenite, malattie genetiche rare, traumi, malattie infettive, tumori, malattie infiammatorie (come la sclerosi multipla), vascolari e degenerative. «L'esame - spiegano i medici - può essere difficile da affrontare perché richiede che il bambino rimanga immobile per una durata di tempo variabile tra i 30 e i 60 minuti. Ad esempio, per fare la risonanza sui neonati si sfrutta il sonno spontaneo; i bambini fino ai 5-6 anni, invece, devono essere sottoposti a una sedazione farmacologica da un medico anestesista. Dopo i sei anni, se preparati in modo adeguato, i piccoli pazienti sono quasi sempre in grado di sottoporsi all'esame da svegli». Grazie al viaggio nello spazio la sedazione viene considerata solo come un'ipotesi remota per i casi più particolari.