Con l'estate esplode il numero degli animali da soccorrere

L'ipocrisia è la parente più stretta della violenza. A dimostrarlo è il rapporto con gli animali che in estate non sono più scaricati sulle autostrade o in mezzo alle campagne, ma vengono lasciati davanti alla porta dei rifugi per quattrozampe oppure, peggio ancora, portati nelle strutture d'accoglienza con la scusa della partenza per le vacanze e poi nessuno li va più a riprendere. Gli uomini hanno trasformato l'abbandono selvaggio in abbandono protetto, ma sempre abbandono è, ovvero la ferocia di un distacco in quello che dovrebbe essere un rapporto d'amore senza fine viene sempre messa in atto, e verso chi non ha alcun mezzo per difendersi.
Il risultato è che asili come MondoGatto di Milano si trovano nella necessità di lanciare un appello affinché i mici, che oggi sono arrivati a 170, abbiano il fabbisogno per continuare a vivere. Il nido per trovatelli di via Schievano numero 15 chiede aiuto per superare l'emergenza estiva e lancia un sos: «Comunichiamo ai cittadini che hanno un cuore d'avere una particolare necessità di vaschette di plastica per la frutta e la verdura, quelle senza buchi; prodotti per la pulizia dei recinti, cioè candeggina, detersivi, alcool, e soprattutto tante pappe per gattini, adulti e senior!».
Oltre ai felix che ospita, MondoGatto, un'associazione di volontari nata nel 1985, si occupa anche di due colonie famose in città che sono «istituzionalmente» riconosciute: quella del Castello Sforzesco e quella del Ca' Granda a Niguarda, che anche secondo alcuni operatori sanitari dell'ospedale si sta dimostrando molto importante con la sua presenza per la salute dei pazienti.
Caldo e crisi sono due compagni alleati contro la vita degli animali: l'uomo vuole essere libero dal vincolo di protezione che lo lega al quattrozampe durante l'anno e se ne sbarazza come se un gatto fosse un oggetto, anzi, vista la passione che si coltiva verso alcuni oggetti, forse è più faticoso gettare via le cose di un micio.
Ma gli animali esistono, ovvero hanno i sensi esattamente come noi, una vita come la nostra, hanno i sentimenti e da un certo punto di vista più elevati di noi perché non inquinati da quell'arma che si chiama ragione. Quell'arma che ammazza ipocritamente, perché non scarica dalla macchina in corsa il gatto nel deserto, ma lo deposita davanti alla porta di MondoGatto; senza pelo sullo stomaco «elimina» un batuffolo di pelo dotato di vita, quando l'impellenza più urgente è quella di abbronzare la propria pelle, dimenticando che all'arrivo dell'inverno la pelle impallidisce e per difendersi ha bisogno di quel «batuffolo» di pelo, morto, che chiamiamo pelliccia.
Preferiamo la natura morta alla natura viva? Nessun problema, a patto di ricordare che quando allora una tigre sbrana un uomo, come recentemente è accaduto, anche lei fa la stessa cosa, per cui non si sa perché dobbiamo condannarla con la nostra ipocrita ragione.

Commenti

elena.gaiardoni

Lun, 15/07/2013 - 08:22

Quando ho scritto questo articolo ero particolarmente compresa perché pensavo agli occhi dei mici abbandonati che ho visto in tanti asili. Occhi tristi, la mancanza d'amore in un animale difficilmente diventa rabbia o rassegnazione. Si fa poesia d'amore tradito. È così sentivo di più che l'unico bene al mondo e' l'amore che negli animali arriva ad uno stato di purezza molto elevato. Grazie mici!