Letta promette alla Scala: «Quell'errore sarà corretto»

La Scala è salva. Il deus ex machina? Un emendamento ad hoc nella Legge di stabilità che riparerà l'errore fatto con il decreto Valore Cultura che equiparava tutte le fondazioni lirico sinfoniche. L'eccellenza del Piermarini, e l'eccezionalità della sua situazione economica - anche quest'anno, per l'ottavo di fila, si dovrebbe chiudere il bilancio in pareggio - sono state riconosciute. Ieri sera il premier Enrico Letta, in collegamento con gli Stati generali della Cultura ha confermato che ci sarà un emendamento ad hoc per venire incontro alle richieste per il Teatro alla Scala. «Tenere insieme la Scala con tutte le altre fondazioni lirico-sinfoniche», ha spiegato, è stato «sicuramente un errore che sarà risolto attraverso un emendamento in Senato e alla Camera», di cui hanno già parlato il ministro per i Beni culturali Massimo Bray e il sindaco Giuliano Pisapia. Le nuove norme, infatti, avrebbero imposto al tempio della lirica la riduzione del cda da 11 a 7 membri, con una sforbiciata al numero dei soci privati, e un conseguente taglio ai finanziamenti.
Esprime soddisfazione l'assessore alla Cultura del Comune, Filippo Del Corno, che considera «molto positivo» l'impegno del governo. Ma, c'è un ma...Secondo Del Corno «rimane urgente il problema del Piccolo teatro» che rischia di chiudere a causa delle norme che lo equiparano alla pubblica amministrazione. Del Corno chiede al governo di «mettere lo stesso impegno usato per la Scala per risolvere la gravissima anomalia del Piccolo», altrimenti sarà «monca» la guida di Milano della rinascita culturale.