Letture estive in «digitale» i milanesi scoprono l'e-book

Il libro diventa book e in più fa caldo a Milano? Nessun problema: c'è quella "o" di troppo da trasformare in melone. L'altra sera il lettore è stato invitato ad un party letterario un po' diverso dal solito: il Watermelon Party di Bookrepublic. L'ha inventato Marco Ferrario, milanese, una vita nell'editoria tradizionale, oggi uno dei massimi esperti di editoria digitale. Dice: «Abbiamo lanciato Bookrepublic, la nostra libreria online, il 15 luglio 2010 con un "Watermelon party" che ormai è diventata tradizione. Ma il progetto nasce in realtà oltre un anno prima, durante il quale abbiamo affinato il modello di business, sviluppato tecnologia, riunito il nucleo del nostro team e trovato i soci investitori». Ferrario ha pensato bene di presentare anche un nuovo strumento, un'app, dicesi applicazione - si chiama Book Reader - facile facile per propiziare tante letture anzi click, scaricamenti su tablet, pc, iPad.... È un nuovo modo di leggere libri. «Uno dei passi necessari per rendere l'ebook una modalità di leggere intuitiva, facile, immediata» puntualizza l'editore.
Oggi la Lombardia risulta di gran lunga la regione più attiva nel campo del digital publishing, editando il 32.7% dei libri a stampa e il 50% di quelli elettronici. E in Lombardia hanno anche le proprie sedi il 32.5% della case editrici elettroniche. A Milano l'editoria digitale è una realtà affrontata da Mondadori, Feltrinelli, Rizzoli, Gems ma è promossa soprattutto dagli "indipendenti" come Bookshop a Bol books a Biblet Store a Bookrepublic. Solo due anni fa sembrava preistoria. E invece: «Una startup vive di novità ogni giorno; sono stati due anni intensissimi di idee, novità, sviluppi. Ci siamo impegnati a fare qualcosa di innovativo ogni settimana e di comunicarlo, perché siamo convinti che le idee debbano circolare. Ovviamente, non sempre ci siamo riusciti. Se devo citare tre momenti fondamentali oltre al lancio della libreria digitale sicuramente quello della nuova collana di ebook "40K Unofficial" (http://40k.it/40k-unofficial/) con la quale intendiamo proporre un nuovo modello di editore. Soprattutto in un momento in cui sembra proliferare (sulla carta) il fai da te. L'ultimo aumento di capitale ha confermato in maniera molto concreta la fiducia dei nostri soci nel progetto ben oltre le aspettative e l'ingresso anche di un nuovo socio».È una Milano da bere o da leggere? «Io credo che non sia un caso che tutto sia iniziato qui. Perché Milano, nonostante tutto, è una città che si sta risvegliando; noi abbiamo incontrato nel nostro settore molte persone che hanno molta voglia di fare, di cambiare, di mettersi in gioco. Perché il cuore di molta editoria italiana, da sempre, batte a Milano. Perché quando abbiamo dovuto pensare a dove fare IfBookThen (http://www.ifbookthen.com/) la nostra conferenza internazionale sull'editoria digitale non abbiamo avuto dubbi: Milano. E poi, molto più semplicemente, perché sono milanese e Marco Ghezzi, che ha fondato con me Bookrepublic è di Lecco ma ha sempre vissuto qui». Ma chi è il lettore che partecipa al Watermelon Party digitale? «Oggi il lettore digitale è soprattutto il lettore forte - spiega Ferrario - perché può acquistare dove vuole, quando vuole e pochi secondi lo separano dal desiderio di avere in mano un determinato libro. Inoltre gli ebook costano meno dei libri cartacei». Ma quanti sono i Book Reader italiani? «Siamo nella media europea, insieme con Germania, Francia e Spagna; solo l'Inghilterra è più avanti. E certamente in Italia Bookrepublic è una case history particolare. Quest'anno, al Festival della Letteratura di Mantova saremo presenti con Bruce Sterling, che ha scelto di pubblicare il suo nuovo romanzo solo in digitale con la nostra casa editrice 40K».