Via libera del Coni: la città dello sport sarà sulle aree Expo

Il governatore Roberto Maroni non è ancora riuscito a convincere il Comune, ma ieri ha incassato il fondamentale via libera del presidente del Coni Giovanni Malagò assolutamente favorevole a costruire la Città dello sport si terreni di Rho-Pero. Partecipando ieri al convegno «Ex(s)port 2015. Lo Sport ai tempi dell'Expo» all'Arena, Malagò ha detto di fare «il tifo perché finita l'Expo si faccia gioco di squadra per lasciare in quell'area un'eredità per lo sport e il sociale». Un bello spot per il futuro villaggio che comincia a prendere corpo. «È un impegno da prendere insieme, ciascuno per le proprie responsabilità», ha concluso il presidente del Coni facendo per la prima volta esempi di impianti da affiancare al nuovo stadio che sembra essere ormai un punto fermo. «Non servono scienziati per dire che a Milano manca una piscina olimpica - ha spiegato - Che vuol dire non solo la vasca, ma tutto un impianto all'avanguardia. E poi c'è il grande tema del palazzetto dello sport multidisciplinare» che magari serva a supportare «l'avventura di Armani nella pallacanestro». Tra le discipline citate da Malagò per il palasport anche quelle legate al ghiaccio «per riprendere la grande tradizione che c'è nel territorio». Con lo stadio che non dovrebbe ospitare solo il calcio, ma anche altri sport come pallavolo, pallamano e hockey.
Esattamente quanto auspicato da Maroni che è arrivato al convegno mostrando, lui che è un rossonero di ferro, la carta intestata su cui l'ad del Milan Barbara Berlusconi ha presentato ad Arexpo la manifestazione d'interesse per la costruzione del nuovo impianto che dovrà sostituire san Siro. Almeno per quanto riguarda il Diavolo, perché nessuna notizia è arrivata dall'Inter che si pensava avrebbe potuto partecipare al bando. Il rischio di grandi eventi come l'Expo, ha aggiunto Maroni, «è che dopo restino solo il deserto o le macerie». Per questo la sua idea è che «a Milano si faccia qualcosa che resti nei decenni». E chiedendo per questo «uno sforzo di creatività e fantasia che faccia dire all'Europa che questa sarà un'altra eccellenza di Milano e della Lombardia». La ricerca dei fondi non dovrebbe essere un problema. «Se il Coni ci aiuterà, saremo ovviamente felici - ha assicurato il governatore - Ma il dovere delle istituzioni è trovarli. E questo si può fare». Un'ipotesi è il ricorso ai privati ai quali, come si è già fatto per lo stadio del Milan, potrebbe essere chiesto di partecipare allo sforzo per costruire la piscina o il palazzetto. Con Maroni che ha ribadito che chiederà «a Malagò di quali strutture ci sia bisogno, perché nel progetto non ci deve essere nulla di meno, ma nulla di più. La cittadella si deve progettare per gli sportivi e non per gli interessi di chi deve costruire». E a proposito della piscina, un ex pallanuotista come il presidente della Provincia Guido Podestà confessa che il suo progetto sarebbe di «costruirla all'Idroscalo, un'ambientazione perfetta per un impianto di cui la città ha assoluto bisogno». E, tornando allo stadio, Maroni conferma che «sarà da 60mila posti, così potremo vederci giocare la finale di Champions League. Magari con il Milan». E per chiudere l'assicurazione di Malagò che se l'Expo sarà un successo, l'Italia potrà chiedere per Roma o Milano la candidatura all'Olimpiade del 2024.