Ma l'industria ai giovani chiede più competenze

Quali sono i bisogni di professionalità delle aziende? La domanda non è da poco. E la risposta data dall'Associazione Istud per la cultura di gestione, con il contributo di IntesaBci, Formaper, Omnitel Vodafone e SviluppoItalia, che ha promosso la costituzione dell'Osservatorio sul lavoro giovanile non è incoraggiante: «I dati che emergono- spiega lo studio-sottolineano l'esistenza di un gap negativo tra le conoscenze e le competenze richieste ai neodiplomati e ai neolaureati e quelle effettivamente reperite dalle imprese». Le aziende dei settori industriali ricercano il personale utilizzando soprattutto le autocandidature e i servizi offerti dalle scuole professionali e dall'Università. Per i laureati un notevole valore è dato al possesso di una specializzazione post-laurea. Sono le aziende più «esigenti». Vengono richieste conoscenze di base e tecnologiche, oltre a caratteristiche di impegno e serietà, iniziativa e autonomia. Le difficoltà fanno spesso riferimento all' incapacità di lavorare in gruppo. Le aziende dei settori high-tech ricercano i giovani da inserire utilizzando più di altri i servizi online e le autocandidature. Assumono soprattutto diplomati e laureati in economia da inserire nel settore commerciale. La difficoltà nel reperire figure professionali adeguate è la più bassa anche per la forte attrattività che esercita il mondo dell'high-tech. Infine le aziende dei servizi. Spicca la richiesta di laureati in economia, destinati soprattutto a funzioni commerciali e di finanza e controllo. Sono aziende che ricercano profili con caratteristiche simili a quelle dell'industria, con una forte enfasi sulle capacità di team working; ma sono anche quelle che lamentano il maggiore divario fra le caratteristiche auspicate e quelle effettivamente possedute dai candidati, sia neodiplomati che neolaureati.

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