Lirico, danni per 20mila euro in due giorni di occupazione

Graffiti sulle facciate di via Larga in varie zone interne del teatro, guasti agli impianti elettrici, estintori scaricati o portati via. É una piccola lista dei danni causati dagli antagonisti, soprattutto dall'ex Cuem, durante i due giorni di occupazione al Lirico lo scorso 12 e 13 maggio. Meno di 48 ore che costeranno alla collettività circa 20mila euro, la spesa che dovrà sostenere il Comune per riparare i guasti. E il conto poteva essere più alto, addirittura cinque volte superiore - tradotto, 100mila euro - se non fosse già programmato il restauro del teatro, opere da 16 milioni di euro sia all'interno che all'esterno per restituire il «piccolo Piermarini» alla città entro la fine del 2016.
Il blitz di centri sociali e studenti universitari era nato per protesta contro i test Invalsi (quiz per valutare il livello della preparazione degli studenti) previsti nelle scuole superiori di tutta Italia in quei giorni. Gli assessori ai Lavori pubblici Carmela Rozza e alla Sicurezza Marco Granelli avevano sollecitato i ragazzi a lasciare immediatamente il Lirico per evitare danni a sè stessi (il teatro è inagibile) e alla struttura. Ma l'occupazione è finita solo nella serata del 13, lasciando dietro di sè la conta dei danni. «Mi spiace - tuona l'assessore Rozza - che, pur avendo condiviso il motivo della protesta, la stupidità di questi soggetti abbia prodotto un danno alla città. Si protesta nel rispetto della legge se si vuole avere ragione, in questo modo invece si ha torto. I cittadini sappiano che a causa di questa iniziativa dovranno sborsare 20mila euro per il Lirico, luogo simbolo di Milano che questa amministrazione vuole restituire alla città e per il quale ha già presentato il progetto di restauro, con un forte impegno economico adeguato al valore di quello spazio».
I tecnici del Comune hanno eseguito un sopralluogo nei giorni immediatamente successivi. Gli antagonisti hanno realizzati graffiti e incollati manifesti sulle facciate di via Larga e via Rastrelli e all'interno sui rivestimenti lapidei del foyer e della biglietteria, sulla balconata del primo ordine dei palchi e su diverse superfici del teatro. Hanno incollato manifesti al piano terra e sulla balconata del primo ordine di palchi. Rimossi i quadretti di sezionamento dell'energia elettrica e i cavi di alimentazione, una parte degli estintori è stata portata via e un'altra è stata scaricata. Manomesse le porte d'ingresso, distrutte due cassette del pronto soccorso, rimossi tendaggi e tessuti del retropalco. Escluso dal conteggio manifesti, cibo e detriti lasciati come «ricordo».
Il Comune ha presentato denuncia contro ignoti, ma il consigliere di Fdi Riccardo De Corato attacca: «É ridicolo, i vandali sono arcinoti ai vigili e alla Digos. Sono stati più volte identificati, denunciati e processati per altre violenze fuori e dentro la Statale. Il Comune non deve denunciati alla polizia locale ma alla Questura. Ovviamente, se si vogliono veramente individuare e chiedere i danni». La sinistra vicina agli antagonisti (forse) non ha fretta.