L'Italia trova nella salute un tesoro da 16 miliardi

È quanto vale il solo comparto turistico, bene le Spa L'esperta: «Restare in forma è ormai uno stile di vita»

Onofrio Lopez

Con un business totale di oltre 18 miliardi di dollari (16,1 miliardi di euro) l'Italia si piazza nella top ten mondiale dei Paesi nel settore del turismo del benessere, Spa e terme. Il dato emerge dal Global Wellness Economy Monitor dell'ente no-profit Global Wellness Institute. Un settore, quello del benessere, che a livello globale si conferma come uno tra quelli più in salute e a maggiore tasso di crescita: più di 4.220,2 miliardi di dollari nel 2017 con una crescita media annua del 6,4% dal 2015, quasi il doppio rispetto alla crescita economica globale (+3,6%), e un peso del 5,3% sull'economia mondiale.

In particolare, l'Italia è sesta, con 3,2 miliardi, in crescita del 32% annuo rispetto al 2015, per quanto riguarda le Spa, con quasi 4mila strutture che impiegano 83mila persone; e quinta nelle terme con 1,7 miliardi e 768 centri, dopo Cina, Giappone, Germania e Russia.

«Per la maggior parte delle persone la ricerca del benessere non è più una pratica sporadica, ma quotidiana, essenziale. Non è più un lusso, ma un valore dominante del proprio stile di vita», ha spiegato Katherine Johnstone, ricercatrice senior del Global Wellness Institute. Uno studio realizzato dalle associazioni di filiera del turismo termale e dell'healthcare in generale (Aiop, Assobiomedica, Farmindustria, Federchimica e Federterme), la cosiddetta «white economy» è ormai un potente driver dell'economia italiana: contribuisce al Pil nazionale per il 10,7%, dando lavoro ad oltre 2,4 milioni di persone (circa il 10% dell'occupazione complessiva).

L'Organizzazione mondiale della sanità, a questo proposito, ha inserito le cure termali nell'ambiente della medicina tradizionale e complementare per il 2014-2023. Le cure termali sono un toccasana per le patologie muscolo-scheletriche (problemi artrosici e reumatici), le affezioni respiratorie e dell'apparato digerente. Ma si stanno accumulando importanti riscontri di benessere anche per le patologie dermatologiche, del sistema vascolare, urinario e ginecologico. I meccanismi di funzionamento dei trattamenti termali sono complessi e i benefici di queste terapie sono il risultato di una combinazione di effetti termici, chimici e biologici. Il professor Franco Cozzi, docente di reumatologia dell'Università di Padova, ha ribadito che «nelle balneoterapie e nella fangoterapia il calore permette il rilassamento dei muscoli e la vasodilatazione, ma causa anche un aumento di peptidi oppiodi in circolo che determinano il noto effetto antalgico; vi sono poi gli effetti chimici, dei minerali disciolti nelle acque, la cui variabilità nelle varie stazioni termali costituisce la loro specificità».

Il presidente di Federterme, Costanzo Jannotti Pecci, ricorda costantemente quale sia l'impegno degli operatori del settore. «Dobbiamo progressivamente porre l'industria termale italiana in condizione di aumentare il livello di efficienza e di flessibilità per consentirle di competere ad armi pari con la concorrenza straniera e anzi di proporre in misura massiccia l'offerta termale nazionale sui mercati esteri», ha sottolineato.