L'Olimpia vola in Usa e fa sfilare a New York la rosa della Lombardia

Il simbolo della Regione al centro della passerella sotto canestro per la squadra milanese in tournée

Vedere Milano dal trentanovesimo piano di Palazzo Lombardia modifica l'umore dei giocatori dell'Armani basket che entrano nella settimana del contatto ravvicinato con gli Stati Uniti cercando di metabolizzare la sconfitta in supercoppa contro Reggio Emilia.

Antonio Rossi, assessore regionale allo sport e olimpionico di canoa, cerca di far cambiare umore ai suoi ospiti che nel viaggio a Chicago e New York, dove incontreranno il Maccabi Tel Aviv, indosseranno la maglia creata per questo euroclassic tour, presentando il marchio americano della casa di re Giorgio e quello della Regione.

Sono giorni di tormento fra Europei, infortuni, stato di salute precario: l'allenatore Repesa non era sul cielo di Milano per curarsi l'influenza, il capitano Alessandro Gentile, invece si è fatto forza, anche tormentato dalla faringite. L'ansia di farsi trovare pronti giocando sei partite in 12 giorni, cambio di fuso, avendo poco tempo per allenarsi, con il desiderio di fare bene.

Supercoppa a Torino da cancellare perché con Venezia la rimonta aveva soddisfatto tutti, il tormento di voler fare bella figura in America, ma soprattutto, di farsi trovare pronti per il ritorno a casa: partita contro i Boston Celtics al Forum martedì ed esordio in campionato, due giorni dopo, sul difficile campo di Trento dove c'è già il tutto esaurito come dovrebbe essere al Forum per una Milano che in settimana si è avvicinata al grande mondo Nba con la mostra in viale Liberazione (ingresso libero dalle 12 alle 21, 1500 presenze il primo giorno, padiglione aperto fino al 10), con i migliori video degli ultimi 25 anni del campionato più famoso del mondo: attimi fuggenti da Magic Johnson a Stephen Curry, passando per il mito Jordan.

Tutto bello, scintillante, ma nella testa di giocatori usciti male dallo scontro con Reggio Emilia un diversivo che non lascia tranquilli. Comunque si parte oggi per Roma, esordio dopodomani, poi di nuovo in volo verso New York e domenica rivincita al Madison Square Garden. Doccia e si torna a Milano insieme ai Celtics, la sesta squadra Nba affrontata nella storia dall'Olimpia.

Per fare coraggio alla nuova Armani, Sandro Gamba che con Milano ha vinto tutto, membro della casa della gloria a Springfield e Franco Casalini che era in panchina il 23 ottobre 1987 quando nell'open classic Milano affrontò i Bucks nella loro casa di Milwaukee.

Alla presentazione Antonio Rossi ha capito e tagliato i tempi: «Siamo orgogliosi del logo sulla maglia, siamo una regione che nel basket ha avuto tanti successi, oggi abbiamo quattro squadre in serie A, siamo sicuri che questi campioni ci rappresenteranno benissimo». Lo ha promesso anche Alessandro Gentile dalla voce roca: «Per molto tempo si è detto che sarei andato a giocare in America (lo ha scelto Houston ndr ) adesso ci vado ma come capitano dell'EA7 Armani».

Poi è toccato ai giocatori che vengono proprio da quelle parti. Charles Jenkins che ha vissuto l'Nba dopo l'università: «È una grande opportunità giocare al Madison. Potrò tornare a casa qualche giorno e giocare con la mia nuova squadra davanti alla famiglia, agli amici, ai tifosi». La pensa così anche Jamel McLean: «Aspetto questo momento e ho comperato 35 biglietti per amici e famigliari. È la strada per farci trovare pronti quando si inizierà l'Eurolega».