Lombardia sesta per la corruzione nel settore sanità

La Lombardia è in terza fascia, posizione medio-alta, nella classifica dei casi di corruzione accertati in Italia, a pari merito con l'Umbria. Tra i sei e gli otto i casi denunciati, le indagini aperte, i processi iniziati o chiusi. La percezione che hanno i cittadini di questo fenomeno, fa però salire la regione sul podio. A rivelarlo è l'associazione Transparency Italia, che in collaborazione con il Centro ricerche e studi sulla sicurezza e la criminalità (Rissc) e con l'Istituto per la promozione dell'etica in sanità, ha realizzato il progetto europeo «Unhealty Healt Systhem». I dati completi riguardanti il 2012 saranno diffusi a novembre, ma l'analisti normativa, criminologica ed economica mette in risalto quanto in Italia il problema sia sentito e anche subìto dai clienti del sistema sanitario. Le inefficenze in sanità pesano per il 3-5 per cento e non è facile realizzare delle statistiche nette, perché la linea tra spreco e corruzione è molto sottile. «In questo settore entrano in gioco fattori quali la discrezionalità medica, le dimensioni economiche e strutturali del servizio pubblico, la numerosità e la tipologia dei soggetti coinvolti- spiega Lorenzo Segato, direttore di Rissc-, pensiamo ad esempio all'adozione di un farmaco da parte di un medico: una scelta che spesso è influenzata dalle interferenze delle case farmaceutiche, come viaggi per conferenze e regali di vario tipo. Bisogna sempre tenere presente che le conseguenze finali ricadono sulla salute dei cittadini».