La maestra maltrattava i bimbi ma patteggia ed evita il carcere

Pena? Due anni e 9 mesi. Le famiglie: «È inconcepibile»

Cristina Bassi

Patteggiamento e niente carcere per la maestra del cosiddetto «asilo degli orrori» di viale Sarca. Ieri Milena Ceres, ex coordinatrice del nido «Baby World Bicocca», ha patteggiato una condanna a due anni e nove mesi. La donna era accusata di maltrattamenti nei confronti di alcuni tra i quattordici bambini che accudiva. Tra le violenze contestate nell'indagine dei carabinieri della stazione di Greco, che hanno girato diversi filmati, anche strattoni, morsi, pugni, urla e insulti. La decisione è del gup Valerio Natale, che ha ratificato l'accordo tra il pm Daniela Bartolucci e la difesa dell'imputata rappresentata dagli avvocati Jacopo Pensa e Paola Boccardi.

Milena Ceres, 34 anni, si trova agli arresti domiciliari da luglio, quando è scattato l'arresto per lei e per il compagno 35enne Enrico Piroddi, titolare dell'asilo privato convenzionato con il Comune. Al patteggiamento si sono opposti i genitori dei bambini maltrattati, che hanno tra i dieci mesi e i tre anni. I difensori della donna intendono chiedere nei prossimi giorni la revoca della misura cautelare dei domiciliari, che arriverà visto l'accoglimento del patteggiamento. E poi l'affidamento in prova ai servizi sociali dove farle scontare il resto della pena. L'asilo è stato nel frattempo chiuso. Mentre Piroddi resta indagato per maltrattamenti e a piede libero. Per lui si profila il processo con rito ordinario non prima della prossima primavera. Rimane in sospeso, pendente davanti alla Cassazione, anche il ricorso del pm per il riconoscimento del reato di sequestro di persona relativo ai bimbi rinchiusi in bagno o nello sgabuzzino. L'ipotesi era stata rigettata dal gip, ma se la Suprema corte la accogliesse (la decisione è ormai attesa in tempi brevi) la condanna di Ceres potrebbe essere rimessa in discussione.

«I genitori delle piccole vittime sono molto amareggiati - spiega l'avvocato Giulio Canobbio che assiste 11 famiglie come parti offese nel procedimento -. In particolare la concessione delle attenuanti generiche a Milena Ceres è inconcepibile. I maltrattamenti ci sono stati, protratti a lungo, e la donna ha negato gli addebiti davanti all'evidenza, cioè davanti ai filmati. Non solo. Non si è mai scusata, non ha pagato un euro di risarcimento e le hanno persino sequestrato hashish all'interno dell'asilo. Questa è la vicenda che più ricorda il processo per l'asilo Cip Ciop di Pistoia». Il legale sottolinea che il patteggiamento esclude le misure accessorie come l'interdizione a esercitare l'attività. Nulla impedirà quindi alla maestra di tornare a fare il proprio lavoro. L'avvocato Pensa respinge le polemiche: «Il patteggiamento è un riconoscimento delle responsabilità, una resa davanti al giudice. Il gip ha applicato la legge e questa condanna è tutt'altro che iniqua. Comprendo e rispetto il sentimento delle famiglie coinvolte, ma è stato meglio per tutti chiudere il caso evitando altro clamore».

Commenti

fifaus

Gio, 15/12/2016 - 10:07

Non credete che sarebbe opportuno ricordare che il patteggiamento può anche essere negato. E' facoltà del magistrato concederlo. Sbaglio?