Magistrati sconvolti: «La coppia dell'acido è peggio dei mafiosi»

Martina Levato e Alex Boettcher accusati con il complice di associazione a delinquere. Il rito della «purificazione»

Biasimati da magistrati e investigatori come non capita spesso di vedere, capaci di una cinismo pragmatico tradotto in azioni violentissime e sistematiche che gli inquirenti non hanno esitato a bollare «da serial killer», di sicuro avranno una condanna esemplare. Perché il broker di origine tedesca Alexander Boettcher, la studentessa milanese della Bocconi Martina Levato e, seppur con un ruolo da comprimario decisamente di secondo piano rispetto alle due «menti criminali», anche l'impiegato di banca Andrea Magnani - hanno dimostrato uno «sprezzo assoluto per i fondamentali valori comuni della specie umana» e «solo la detenzione continua può limitare la loro indole criminale», come scrive il gip Giuseppe Gennari nell'ordinanza di custodia cautelare che accusa i tre di associazione per delinquere e nella quale non esita a definirli capaci di azioni più pericolose di quelle messe in atto da «terroristi pronti a uccidere persone inermi, assassini di professione, mafiosi, ndranghetisti, rapinatori a mano armata». Significa che i due amanti e l'amico non solo non si sono pentiti ma, se liberati, continuerebbero indefessi nella loro folle «missione» nella quale credono ciecamente: «punire», sfregiandoli con l'acido, tutti i giovani con i quali Martina ha avuto una relazione, breve o lunga, per «purificare e poi sublimare» la relazione tra lei e Boettcher. La ragazza, infatti, dopo un'azione fallita, si era messa a cercare fucili sparavernice su internet, come se, invece di smettere, avesse maturato l'idea di utilizzare uno strumento più preciso ed efficace per colpire più facilmente e con più precisione il bersaglio.

«Questo pericolo - aggiunge Gennari - è il prodotto del vuoto che pervade l'animo dei tre protagonisti. Quando per capriccio amoroso, per un'ossessione di possesso e controllo sull'altra persona, si è disposti a infliggere un male enorme, rimanendo indifferenti all'altrui sofferenza e all'enorme sproporzione tra ciò che spinge ad agire e ciò che si provoca, tutto diventa possibile».

Chi tra gli inquirenti ha incontrato in carcere la coppia diabolica dei lanci di acido li ha trovati infatti «sdegnosi e arroganti come il primo giorno». Indifferenti alle due vittime che hanno sfigurato in maniera permanente e non saranno mai più le stesse, il 25enne studente della Bicocca Stefano Savi (2 novembre 2014) e Pietro Barbini, 22 anni, ormai ex studente a Boston (28 dicembre 2014). Abulici (persino Martina, che è incinta di sei mesi!) persino davanti alla sorte del fotografo Giuliano Carparelli, 25 anni, (15 novembre 2014), cacciato come una preda e che l'ha scampata per miracolo evitando l'acido dopo essersi difeso con un ombrello, ma ancora sofferente di paure e fobie, quindi dello studente della Cattolica Antonio Margarito, sfuggito il 19 maggio scorso a un tentativo di evirazione messo in atto da Martina che lo ha accusato ingiustamente di averla violentata e la cui lista di «congiurati» comprendeva ancora quattro vittime tra i suoi ex.

Una vicenda ai limiti dell'inverosimile dentro la quale stavano per essere trascinate altre ignare comparse. Basti pensare che Alexander Boettcher avrebbe raccontato a una ragazza che Martina Levato «di lì a breve avrebbe dovuto fare qualcosa di grave che le avrebbe comportato un lungo periodo in carcere». Lo ha messo a verbale, come testimone, la stessa giovane, la quale ha spiegato anche che il broker in quel periodo l'aveva coinvolta in «un rapporto a tre». «Io mi spaventai moltissimo per questa affermazione per cui decisi di troncare la relazione con Alexander» ha spiegato la giovane in Procura. Sempre la stessa ragazza ha dichiarato agli inquirenti: «se il nostro rapporto fosse andato avanti lui mi avrebbe richiesto la lista dei miei ex fidanzati».

Maria José Falciccia, dirigente dell'Ufficio prevenzione generale della questura, che ha diretto l'inchiesta con il pm Marcello Musso, è un'investigatrice di lungo corso, come grande è l'esperienza dell procuratore aggiunto Alberto Nobili. Entrambi però non esitano a esprimere grande stupore dinnanzi al benché minimo pentimento della coppia persino per aver sbagliato persona e aver rovinato la vita al povero Savi, scambiato per Carparelli e già sottoposto a 15 interventi.

Ieri mattina la madre di Alex Boettcher si è presentata in questura decisa - forse per giustificare in qualche modo il figlio - a partecipare alla conferenza stampa durante la quale è stato annunciato il nuovo capo d'imputazione per i tre complici, cioè l'associazione a delinquere. Le è stato impedito però d'intervenire all'incontro.