Manichino per Maran: la prefettura protegge l'assessore e lady Uber

Minacce per l'esponente del Pd, impiccato in effigie per strada Decisa la tutela, anche per la manager delle auto a noleggio

Un brutto risveglio per il quartiere che si affaccia tra via Bartolomeo d'Alviano e piazza Frattini. Ma ancor più brutto per l'assessore alla Mobilità del Comune Pierfrancesco Maran che si è visto, sotto forma di manichino, impiccato a un filo della luce. Ieri mattina gli agenti della polizia, allertati dai residenti, hanno trovato in via Donati un fantoccio appeso a un cavo elettrico, che riportava lo slogan «Maran go home» e frasi contro Uber, la app per prenotare le corse in auto blu con conducente. Un'iniziativa che ricorda tanto i manifesti contro la general manager di Uber Italia, Benedetta Arese Lucini, trasformata in «Maledetta» Arese Lucini. E se alcuni tassisti bollano la cosa come «una bravata di quattro colleghi che getta fango sull'intera categoria», o addirittura come una «strategia di marketing della concorrenza» il gesto ha preoccupato le forze dell'ordine. Il prefetto Francesco Paolo Tronca ha disposto l'adozione «di adeguate misure di attenzione» a tutela dell'assessore Maran e della general manager Benedetta Lucini. Le forze dell'ordine dovranno vigilare anche sulla sede milanese della società californiana.

«Le minacce non cambieranno le nostre posizioni, perchè siamo convinti che la città debba aprirsi alla concorrenza e a nuove esperienze - ha detto in tarda serata l'assessore Maran -. I nostri uffici sono sempre aperti e il dialogo con i tassisti ci sarà sempre. Auspico che le forze dell'ordine trovino quanto prima gli autori del gesto - ha concluso - perchè si tratta di un'azione intollerabile».

Durante la giornata sono piovuti gli attestati di solidarietà bipartisan all'assessore, dallo stato maggiore del Pd, agli assessori fino ai consiglieri di maggioranza e di opposizione. «Quanto accaduto questa mattina è vile e vergognoso: l'assessore Pierfrancesco Maran, a cui va la massima solidarietà, lavorerà con più forza di prima, nella consapevolezza di quanto fatto in questi anni e del suo costante impegno - la parole del sindaco -. Impegno condiviso con tutti i colleghi della Giunta che ha portato alla realizzazione di politiche di mobilità sostenibile che offrono una pluralità di scelta, nel rispetto dei diritti di tutti, e che non arretreranno di un millimetro. La dialettica, anche aspra, non può mai sfociare in questi atti minatori e intimidatori che, in ogni caso, non sortiranno l'effetto sperato» ha concluso Pisapia.

«Piena solidarietà all'assessore Maran» viene espressa anche dai consiglieri di Forza Italia: «Gli interessi legittimi delle categorie si tutelano attraverso le istituzioni, non con atti intimidatori». Anche l'assessore alla Mobilità della giunta Moratti Edoardo Croci esprimendo solidarietà a Maran chiama in causa le sigle sindacali: «Credo sia doveroso chiedere che le associazioni che rappresentano i taxisti si dissocino pubblicamente da chi ha commesso il fatto». «Le tensioni economiche e sociali non giustificano gesti così vergognosi, specialmente quando sono rivolti a persone che cercano un momento di sintesi e di equilibrio» le parole del titolare alla Mobilità della Provincia Franco De Angelis.