Maratona al via con l'elettronica

Rassegna al via allo Spazio Schiapparelli: largo ai giovani

Torna il festival «Milano-Cinque giornate per la nuova musica». L'evento, alla sua tredicesima edizione, parte oggi e termina mercoledì allo Spazio Schiapparelli di via Settembrini e al Museo del Novecento, con due fuori programma dedicati ai compositori Ivan Fedele e a Sylvano Bussotti, pittore e compositore, al Magazzino Musica e Galleria Made4 Art.

Sotto la direzione artistica di Alessandro Calcagnile, alla testa del New Made Ensemble, e della compositrice Rossella Spinosa, la manifestazione è promossa da Associazione Musicale Tema e Centro musica contemporanea (tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero, info sul sito: http://www.festival5giornate.it/).

Identificato quest'anno in Pierre Boulez il suo «punto di fuga», il programma delinea un orizzonte della ricerca secondo una doppia prospettiva, che si evidenzia sin dalla maratona elettronica inaugurale di oggi alle ore 15 allo Spazio Schiapparelli: in programma all'Acousmonium audior, un'orchestra di altoparlanti composta da 54 diffusori e 44 amplificatori, da una parte i pionieri della musica elettronica e acusmatica (da Karlheinz Stockhausen, con il brano spartiacque «Gesang der Jünglinge e Jean-Claude Risset», sulle cui note si apre la rassegna, con «Mutations», e John Cage, con «Fontana Mix» al concretismo di François Bayle e a Denis Dufour, con le «Variations acusmatiques», del 2011); e dall'altra giovani creatori di cui vengono presentate opere in prima assoluta, come i porteñi Maria Cristina Kasem, che irrora il suono elettronico di una narrazione musicale e drammaturgica di derivazione popolare, dalle tinte forti, viscerale. E Gustavo Alfonso Delgado, compositore e ingegnere del suono che si definisce un «artista che usa la tecnologia per vivere tra le sue idee sonore». Ancora: Gabriele Balzano, dalla raffinata ricerca acusmatica, Livia Giovaninetti e la sua nuova semantica rumoristica, Maurizio Carrettin, che presenta assieme alla visual artist Vanessa Tagliabue Yorke una Inner Symphony, e Mikael Karlsson, principe di un più empatico approccio minimalista.

I concerti dedicati a Boulez sono un'occasione per riscoprire il compositore con alcuni dei suoi fundamentals, come «Le Marteau sans maître» (1955), su testi poetici di René Char, oltre alle opere dei compositori dell'Italian Composers Forum che sono partiti dal suo insegnamento per immaginare il suono dell'oggi e del futuro.

LuPav