Marciapiedi invasi dalle moto E l'assessore non fa i posteggi

I colleghi lo incalzano ma Maran teme di perdere i voti di ciclisti e scooteristi: con un vero piano parcheggi il Comune non avrebbe più scuse per non multare

Mai più scooter parcheggiati in largo Ghiringhelli, accanto alla Scala? L'annuncio è arrivato in piena estate e, almeno per ora, la rivoluzione non si è vista. Nella piazzetta di fianco al teatro c'è il solito show, moto e scooter in posteggio selvaggio. In via Hoepli si fa persino fatica a trovare lo spazio minimo per infilare il motorino tra gli altri che già invadono i marciapiedi. E in viale Tunisia, dove la maxi-pista ciclabile ha ristretto il passaggio pedonale, basta una moto piazzata davanti ai condomini per bloccare le mamme con la carrozzina. L'invasione delle due ruote è servita. Quando raramente scatta una multa, viene impugnata per carenza di posti regolari. «Ovviamente c'è una certa tolleranza, chiediamo ai vigili di sanzionare solo nei casi più gravi, ad esempio quando gli scooter bloccano gli scivoli dedicati ai disabili» ha spiegato di recente l'assessore ai Trasporti del Comune Pierfrancesco Maran. Non negando dunque un problema talmente evidente: ci sono circa 400mila moto in circolazione ogni giorno e poche decine di migliaia di stalli. Un discorso che vale anche per le bici, vengono agganciate ovunque e in mancanza della targa i proprietari la fanno franca anche nei casi più estremi. La domanda sorge spontanea: perchè nel Piano urbano per la mobilità che disegna i progetti per la città del prossimo decennio, l'assessore Maran che è ben consapevole del problema non ha previsto un piano organico dei parcheggi per moto e bici? Una domanda che pare si siano posti in giunta diversi colleghi. Che organizzare la sosta delle due ruota sia una priorità non lo nega ad esempio l'assessore ai Lavori pubblici Carmela Rozza: «Servono parcheggi dedicati in ogni strada, dove i marciapiedi sono stretti le moto diventano delle vere e proprie barriere architettoniche». Tanto più che il 21 marzo, il primo giorno di primavera, debutteranno anche gli scooter del servizio «moto-sharing». Maran ha spiegato che non avranno posti ad hoc, ma d'altra parte «che differenza fanno mille moto in più o in meno in questa situazione». Già. Anche se questa situazione, per l'appunto, andrebbe risolta. A meno che, viene il sospetto, non convenga di più lasciarla così com'è per non infastidire il mondo dei moto e ciclisti che per Maran rappresentano un bel bacino di voti. Fatti i parcheggi, cadrebbero le scuse per tollerare la sosta selvaggia.

Nel Piano della mobilità ci sarebbe invece un passaggio sull'estensione futura di Area C, ma che finisce per essere una presa in giro nei confronti dei milanesi che votarono sì al referendum ambientalista del 2011. Il Comune estenderà i confini alla Cerchia della 90/91, ma solo dopo aver realizzato la linea 4 della metropolitana. Tradotto: non prima del 2021. Se ne riparla - forse - tra sette anni. Dopo le domeniche a piedi, archiviate da un pezzo dalla giunta, è un'altra delusione per i super ecologisti che contavano su Pisapia and co.

E per la M4 questa mattina dovrebbe arrivare finalmente il punto di svolta, la firma dell'accordo finanziario tra le banche e i privati che realizzeranno l'opera. La concessione del mutuo deve essere garantita entro il 31 dicembre per non perdere i 173 milioni stanziati dal governo per coprire gli extra-costi.