Maroni, per il contratto all'amica confermata la condanna a un anno

Rabbia dell'ex ministro: «Sentenza ingiusta, ma non mi arrendo»

Cosa cara a Roberto Maroni la solerzia con cui si diede fare per trovate un posto di lavoro a Mara Carluccio, sua collaboratrice storica fin dai tempi in cui guidava il ministero degli Interni, rimasta a spasso dopo la fine di quell'esperienza. Nell'ondata di incarichi e consulenze che fiorirono intorno a Expo, l'allora presidente della Regione chiese e ottenne che alla Carluccio fosse offerta una collaborazione da Eupolis, società controllata dalla Regione. E per questo episodio viene condannato ieri anche in appello a un anno di carcere, e in questa condanna trascina con sè anche due membri del suo staff, il capo della segreteria politica Giacomo Ciriello e il capo della segreteria istituzionale Andrea Gibelli, condannati rispettivamente a un anno e a dieci mesi di carcere. E nella lista dei condannati finisce anche lei, la beneficiaria finale del pasticcio, Mara Carluccio: sei mesi.

Viene invece confermata l'assoluzione di tutti gli imputati per l'altro reato contestato dalla Procura, e per cui già in primo grado era arrivata l'assoluzione: l'inserimento di un'altra fedelissima di Maroni, Maria Grazia Paturzo, nell'elenco dei partenti per un viaggio in Giappone a spese di Expo.

Essendo la prescrizione di là da venire, le ultime speranze di Maroni di evitare che la pena divenga definitiva sono affidate al ricorso in Cassazione, preannunciato in aula a botta calda dal suo legale Domenico Aiello e confermata in serata dall'ex governatore: «Sono deluso e amareggiato- - dice Maroni - per questa ingiusta sentenza. Ma non mi arrendo, ricorrerò in Cassazione perché sia riconosciuta l'assoluta correttezza e legittimità dei miei comportamenti. Sono orgoglioso di tutto quello che ho fatto nella mia lunga vita istituzionale e politica».

La vicenda giudiziaria di Maroni nasce come una costola dell'indagine della Procura di Busto Arsizio sugli affari di Finmeccanica in India, poi finita in nulla. Invece lo stralcio a carico dell'ex ministro approda a una condanna, anche se parziale. E la storia non è finita: la Procura sta indagando per falsa testimonianza contro Isabella Votino, portavoce di Maroni, e contro l'onorevole Cristina Rossello, che in aula negarono una love story tra il politico e la Paturzo.