Massacra di botte la fidanzata ma lei si salva gridando: 28enne arrestato per tentato omicidio

L'uomo avrebbe iniziato a picchiarla per motivi di gelosia all'interno del loro appartamento, in zona San Cristoforo. Ad avvertire gli agenti i vicini, allarmati dalle urla della 21enne, finita poi in ospedale. Il fidanzato è stato arrestato

Erano in casa tutti entrambi e lui, completamente accecato dalla gelosia, ha iniziato a picchiarla. Ma quel pestaggio, che si faceva sempre più forte e violento, questa volta, l'ha quasi uccisa. Da una parte lui, il fidanzato italiano di 28 anni, e dall'altra lei, una 21enne di origini russe con la quale l'uomo probabilmente divideva l'appartamento. L'aggressione si è consumata nella tarda serata di ieri, a Milano, dove l'uomo è stato poi arrestato successivamente con l'accusa di tentato omicidio ai danni della ragazza. Che per le percosse sarebbe stata accompagnata in ospedale.

Le grida e l'aiuto dei vicini

Secondo quanto riportato da Repubblica, il 28enne avrebbe iniziato a picchiare la giovane all'interno della loro abitazione, in un condominio di via Malaga, in zona San Cristoforo, nel capoluogo lombardo. Gli agenti della volante della questura di Milano sarebbero intervenuti su segnalazione di alcuni vicini di casa, che avrebbero sentito le grida fortissime della donna provenire dall'appartamento della coppia. Grazie alle grida, la 21enne sarebbe quindi riuscita a mettersi in salvo. All'arrivo delle forze dell'ordine, la ragazza avrebbe raccontato di essere stata aggredita per gelosia dal fidanzato.

I dati sulla violenza

Il fatto, accaduto a Milano in queste ore, arriva a qualche giorno dal 25 novembre, la giornata dedicata alla lotta contro la violenza sulle donne. Secondo quanto riportato da Skytg24, in Italia, le donne vittima di violenza sono 88 ogni giorno, il che significa che una ogni 15 minuti è vittima di abusi e violenze. Il 41% subisce maltrattamenti, il 31% è vittima di stalking, il 10% di stupri e il 18% di percosse. I dati, emersi dal rapporto della polizia di Stato "Questo non è amore 2019", segnalano numeri e percentuali importanti. Ma, per fortuna, secondo i numeri forniti dalle forze dell'ordine, nel biennio 2018-2019 il fenomeno della violenza sulle donne appare in diminuzione. Anche se, come in questo caso, nel 61% dei casi, la vittima ha indicato l'ex partner come il presunto autore degli atti persecutori. A seguire, poi, ci sono conoscenti, amici e partner non conviventi in un caso su 10.

Chi sono i "carnefici"

Come segnalato dal rapporto e come avvenuto in quest'ultima circostanza, gli autori delle violenze "non bussano alla porta, ma hanno le chiavi di casa". Nell'82% dei casi, infatti, si tratta di solito di persone conosciute dalle vittime. La metà delle violenze denunciate dalle vittime avviene in strada, in auto o in parcheggi, mentre nel 35% dei casi, l'atto persecutorio avviene in luogo chiuso, come capitato nell'appartamento della coppia di via Malaga a Milano.