Melloni, il primo ospedale per donne

Unico presidio in Italia, seguirà tutte le fasi di vita dall'adolescenza alla vecchiaia

La Macedonio Melloni diventa il primo ospedale in Italia interamente dedicato alla salute della donna, dalla pubertà fino all'invecchiamento. A partire dal presupposto scientifico che molte malattie comuni a uomini e donne presentano spesso differente incidenza, sintomatologia e gravità. Non solo, uomini e donne possono presentare una diversa risposta alle terapie e reazioni avverse ai farmaci, così l'accesso alle cure presenta rilevanti diseguaglianze legate al genere.

«Regione Lombardia insieme all'Asst Fatebenefratelli Sacco e alla Fondazione Onda - ha spiegato l'assessore regionale al Welfare Giulio Gallera - presenta il nuovo ospedale Macedonio Melloni che diventa il primo d'Italia dedicato interamente alla donna, in grado di prendere in carico gli ambiti fisiologici della salute femminile, le patologie più frequenti e le necessità clinico assistenziali delle donne nelle varie fasi della loro vita, riservando attenzione anche alla salute delle lavoratrici».

In campo internazionale vi sono esperienze consolidate di politiche sanitarie volte alla valorizzazione della Medicina di Genere, anche se sono ancora poche le realizzazioni pratiche di modelli organizzativi. Anche in Italia da anni vi sono consolidati indirizzi di programmazione sanitaria volti alla valorizzazione della Medicina di Genere. L'ultimo atto è riferito alla Legge 3/2018 che dedica l'articolo 3 alla Applicazione e diffusione della medicina di genere nel Servizio sanitario nazionale». Ecco che la Macedonio Melloni, che ha da sempre una vocazione materno infantile, si ritiene che già oggi possa essere in grado di offrire percorsi dedicati e specifici per ogni fascia d'età della donna integrandoli con quelli esistenti.

Per la presidente di Fondazione Onda Francesca Merzagora «l'ospedale della donna è un sogno che diventa realtà. La medicina di genere trova nella Macedonio Melloni, il primo ospedale italiano rosa, realtà all'avanguardia ispirata al Brigham and Women Hospital di Boston».

La presa in carico della donna copre tutte le fasce di età, seguendo le fasi dello sviluppo e le eventuali patologie e problematiche correlate: si parte quindi dall'adolescenza con le problematiche che possono riguardare il comportamento alimentare, le problematiche connesse allo sviluppo, bullismo, abusi, violenza psicofisica, dipendenze. Per arrivare all'età fertile e della riproduzione (19-50 anni), che copre quindi le aree della gravidanza fisiologica e patologica, la pianificazione famigliare, le difficoltà riproduttive, malattie endocrinologiche e dismetaboliche, il trattamento delle patologie benigne (incluso screening e prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse), l'oncologia ginecologica e senologica e i disturbi dell'umore (ansia e depressione). Team polispecialistici si occuperanno anche delle problematiche connesse alla menopausa e senescenza femminile ovvero della prevenzione di patologia ginecologica, cardiovascolare, neurologiche e osteoporosi.

Il progetto prevede anche l'introduzione di una «Mother baby Unit», unità di degenza ospedaliera dove la donna in gravidanza o con il suo neonato può essere curata per i sintomi psichiatrici esorditi durante la maternità.

Verrà data importanza anche alle problematiche di reinserimento nel mondo lavorativo delle donne.

Commenti

cir

Mar, 03/12/2019 - 21:56

sessismo ??