Il mercato immobiliare crolla «Aiuti a chi affitterà le case»

Fino a qualche tempo fa la crisi aveva fatto crollare le compravendite, ma non riusciva a tirare giù i prezzi delle case. Chi ha potuto - finché ha potuto - ha mantenuto i prezzi invariati in attesa di tempi migliori. Che però non sono arrivati. Ne sono arrivati invece sempre di peggiori. Risultato: oggi comprare casa costa di meno. A fronte di un drastico calo delle vendite degli appartamenti nei primi tre mesi di quest'anno (10,7 per cento in meno in città e il 13 per cento in meno in provincia), anche i prezzi delle case hanno cominciato a scendere. A evidenziarlo il 41ª rapporto della Osmi Borsa Immobiliare realizzato dalla Camera di commercio. Il dato medio registra una flessione dello 0,6 per cento dei prezzi che oscillano però a seconda delle zone e della tipologia delle case anche fino a raggiungere cali che sfiorano il 9 per cento. Antonio Pastore, presidente di Omsi Borsa Immobiliare, parla di un quadro «difficile» che non si risolverà in breve tempo. «Il mercato - dice - dà segni mai dati prima». E butta lì altri due numeri che inquadrano meglio il problema: il calo dei mutui in Lombardia del 17 per cento indica la difficoltà sempre maggiore delle banche ad erogare il credito e la ridotta capacità di spesa delle famiglie, tornata com'era nel 1993. Se a fianco ci mettiamo anche i prezzi delle case che - fa notare Pastore - «tra il 2001 e il 2007 in maniera anche ingiustificata erano aumentati del 70 per cento», il quadro acquista tinte sempre più fosche. Costano dunque meno le case nuove, ma anche quelle da ritrutturare. Il valore medio per un appartamento nuovo in clase energetica A-B-C si attesta sui 5.148 euro al metro quadro passando dai 13.400 di Vittorio Emanuele ai 2.750 di Musocco-Villapizzone. Quanto la situazione sia critica lo dimostra anche il fatto che il calo è arrivato a toccare persino il Salotto della città dal Duomo a Brera dove nonostante i prezzi si mantengano sempre sui 10mila euro al metro quadro, registrano una flessione dell'1 per cento. Poche le vendite, case meno care ma anche gli affitti sono scesi. Il canone è sceso del 3,2 per cento nell'arco degli ultimi sei mesi, che diventa un -6,4 per cento se paragonato all'anno scorso per raggiungere addirittura un meno 18,5 per cento nell'arco degli ultimi 5 anni. A crollare soprattutto gli appartamenti di tre o quattro stanze, (meno 20 per cento) quelli per le famiglie che non possono più permettersi di pagare grosse cifre d'affitto. Ma è venuto a mancare all'improvviso anche il mercato delle società che pagavano affitti anche importanti per i loro dipendenti. L'assessore alla Casa del Comune Lucia Castellano (nella foto) ha così lanciato la proposta di sgravi sulle aliquote Imu per i milanesi che affittano i propri appartamenti vuoti. «Si potrebbe utilizzare l'Imu come incentivo a mettere sul mercato le case sfitte», ha spiegato. Secondo i dati resi noti dall'assessore sono 20mila le famiglie ancora in lista d'attesa per ottenere una casa popolare e, in totale, gli alloggi a edilizia residenziale pubblica in città sono 70mila. La crisi economica ha fatto salire il numero degli sfrattati. A Milano, nell'87% dei casi, le persone sono rimaste sulla strada perché non riuscivano a pagare l'affitto. «C'è bisogno di collaborazione fra pubblico e privato - ha concluso - e per questo si potrebbe creare un'Agenzia della casa sul modello di quella introdotta a Genova, dove l'amministrazione pubblica diventa garante dei rapporti fra pubblico e privato».