In metrò fino a Monza, 356 milioni per i quartieri Un (altro) libro dei sogni

Da Niguarda al Qt8, cinque zone da salvare E 147 telecamere accese sui mezzi inquinanti

(...) milioni per riqualificare 5 quartieri: Giambellino-Lorenteggio (ristrutturazione delle case popolari, completamento esterno del mercato comunale, nuova biblioteca, efficientamento energetico della scuola Narcisi), Adriano-Padova-Rizzoli (recupero dell'ex convitto Trotter, prolungamento tramvia, nuova scuola media di quartiere), Corvetto-Chiaravalle-Porto di Mare (riqualificazione energetica diffusa, valorizzazione area Porto di Mare), Qt8-Gallaratese (nuove scuole Magreglio, Brocchi e Viscontini, Centro di alti studi arti visive all'ex mercato di via Isernia, riqualificazione case popolari di via Cilea) e Niguarda-Bovisa (teatro per l'infanzia e l'adolescenza Maciachini, nuovo ostello in via Pianell, servizi per la formazione e il lavoro nell'ex caserma Mameli, la valorizzazione non ancora decollata con l'ex giunta delle aree Goccia-Bovisa). Rimangono escluso il Municipio 7, a guida centrodestra, e (senza sorprese) il centro. Accanto a quello che Mazzali definisce l'«hardware», gli ambiti strategici di intervento, ci sono gli interventi diffusi (il «software»), ed entro il mandato la giunta vorrebbe investire 60 milioni su 16 interventi (degli 80 raccolti in campagna elettorali nelle zone), la metà già programmati e gli altri in fase di programmazione: dalla riqualificazione di Rimembranze di Lambrate al centro civico di via Cimarosa alla ciclabile San Cristoforo-Inganni.

Il Comune detta il cronoprogramma per il recupero degli ex scali Fs: il confronto pubblico inizia giovedì con la tre giorni di workshop a Farini, i cantieri apriranno nel triennio 2019-2022, in mezzo «con Fs - spiega Maran - condividiamodi fare già questo inverno il primo bando sull'uso temporaneo, per farli vivere e farli conoscere in questi 3 anni». Sono già scattate le polemiche di 50 architetti. «C'è un tempo per discutere, ma no al discussionismo senza fine» avverte Sala. Capitolo delicato la mobilità. Nel dossier ci sono la M4 («cercheremo di mettere in funziona la prima tratta prima del 2022» anticipa Granelli) ma anche il prolungamento della M5 da Bignami a Monza (inizio lavori 2020), la M1 fino a Olmi e Baggio (lavori nel 2021), ma su Monza in particolare ad oggi ci sono i fondi per arrivare agli studi tecnici ma l'opera complessiva costa 1,3 miliardi: «Nel Patto Milano firmato con Renzi c'è l'impegno del governo a reperire i fondi. Le metropolitane si riescono a fare nella misura in cui il governo finanzia al 60-65% altrimenti non è possibile». Granelli si spinge a immaginare uno «uno scenario che ci porterà fra 10 anni ad avere un terzo in più di linee metropolitane». Si vedrà. Ci sono anche gli interventi sulle linee Atm locali, dal prolungamento Gratosoglio-Rozzano della linea 15 alla nuova linea 35 Cascina Marlata-Bovisasca. E nella lotta allo smog, l'attivazione entro ottobre 2018 di 147 telecamere per creare la «low emission zone» che controlli l'ingresso a Milano e nei Comuni della città metropolitana dei veicoli inquinanti e dei mezzi pesanti. Nella «città del welfare» descritta da Majorino ci sono le «piazze relazionali» Capuana, Trivulzio, San Gottardo, l'estensione dell'assistenza domiciliare da 24mila a 50mila utenti entro fine mandato, il reddito di maternità da gennaio, la richiesta (ancora) di usare il campo Base Expo «come villaggio solidale». Tra le novità nel campo della cultura («diventeremo leader in Europa» azzarda Del Corno) 4 nuove «week»: «Art Week» ( settimana dell'arte) in primavera, la «music week» in autunno, la «Photo Week» in estate e la «Movie Week» in inverno, oltre ad un «Museocity» il primo weekend di marzo. Il vicesindaco Anna Scavuzzo garantisce più «vigore» sul rinnovo dell'edilizia scolastica».

Chiara Campo