Metropolitana, imbrattati 9 treni su dieci

Nove treni su 10 imbrattati. Con i finestrini oscurati dai graffiti. Pieni di scritte tanto da risultare difficile persino individuare le porte. È così che si presentano le metropolitane milanesi. Un indecoroso biglietto da visita che, a parte i 4 convogli della neonata linea 5, interessa ugualmente i treni delle altre tre linee. Su 163 convogli in servizio ben 145 risultano imbrattati su tutti o solo su alcuni vagoni. In percentuale: il 90 per cento di convogli sporcati dai graffitari. La metrò pulita è l'eccezione. A sollevare il problema Fabrizio De Paquale, consigliere Pdl, che ha presentato un'interrogazione. De Pasquale oltre a farne una questione di immagine della città, ne fa anche un problema di sicurezza. «Per i passeggeri - scrive nell'interrogazione - è sempre più difficile individuare le porte d'ingresso dei vagoni ed è pericoloso che le finestre dei vagoni siano oscurate dai graffiti». Non solo. Si chiede perché è così facile entrare nelle gallerie a imbrattare senza essere visti. Gli writer stranieri arrivano addirittura muniti di piantine dei depositi pronti a sferrare l'attacco a colpi di bombolette spray. «Si da atto ai nuclei di controllo di Atm di avere compiuto un grande lavoro nella vigilanza dei depositi, che ha consentito di aumentare il numero di graffitari denunciati per danneggiamenti alle carrozze», si legge ancora nell'interrogazione, ma a quanto pare non basta. Chiede agli assessori di Palazzo Marino perché «è cosi facile entrare nei “tronchini“, nelle gallerie poste ai capolinea delle tratte, dove vengono parcheggiati durante la notte i treni?». Molti vagoni infatti di notte verrebbero lasciati ai capolinea di Abbiategrasso, Bisceglie, Molino, Sesto o Inganni senza controllo invece di essere riportati in deposito. Fino a qualche tempo fa, come racconta De Pasquale, l'Atm aveva due centrali operative che si dividevano i compiti. Ma quando c'è stato il cambio al vertice dell'azienda quella che si occupava di sicurezza e vigilanza è stata chiusa. «Perché non c'è più la centrale operativa di vigilanza dedicata a sicurezza e patrimonio, nonostante l'ingente investimento sostenuto dalla precedente gestione Atm? - domanda De Pasquale - E perché il nucleo dedicato alla sicurezza è stato depauperato di mezzi e straordinari, destinato a funzioni diverse e infine riportato al controllo delle stazioni ma con personale non idoneo e non formato?». I 40 addetti alla guardia dei depositi infatti sarebbero stati sì reintegrati recentemente ma con ex portinai degli immobili Atm «e dunque - come spiega De Pasquale - personale non preparato a questo compito». Senza contare il fatto che restano comunque un numero non sufficiente. «Hanno solo un'auto per tutta Milano. Se arriva una segnalazione mentre sono dall'altro capo della città arrivano quando ormai il danno è fatto». E quindi: «Quali iniziative intende assumere Atm per evitare che la metropolitana, biglietto da visita della città, offra un aspetto cosi sporco e degradato».