Mezzi elettrici e made in Italy ecco il nuovo scooter sharing

Dopo il ritiro di Enjoy tre under 35 lanciano «MiMoto» puntano agli universitari e a una flotta di 500 veicoli

Buona la seconda (forse). Dopo che Enjoy ha mandato in pensione anticipata lo scorso giugno gli scooteroni rossi a noleggio, da domani parte un nuovo servizio di moto sharingal cento per cento made in Italy. Tre amici under 35 - Gianluca Iorio, 29 anni, napoletano e Vittorio Muratore di 33 e Alessandro Vincenti di 31, entrambi salentini - hanno fondato la startup «MiMoto», hanno dato la caccia (e trovato) una serie di investitori e ora sono pronti a invadere le strade di Milano con un modello di scooter giallo elettrico e molto leggero, «simile al vecchio Ciao o a una bicicletta elettrica, abbiamo pensato alla clientela femminile» raccontano. Si parte con cento motorini a flusso libero, la flotta aumenterà gradualmente verso Natale e in primavera e l'obiettivo è di arrivare a quota 500 entro un anno.

Nella fase di lancio il servizio punta a intercettare soprattutto gli studenti universitari, con una flotta ridotta copriranno il centro (fa riferimento la circonvallazione esterna) e si estende a punti di interesse dei giovani come Navigli e atenei, da Città Studi a Lambrate, Calvairate, Barona, De Angeli, San Siro e Bovisa Politecnico. Si può ovviamente girare in MiMoto fuori dai confini, ma a fine utilizzo il mezzo andrà parcheggiato all'interno dell'area operativa. E sono già partite convenzioni con le università e sconti per gli studenti. Per tutti, la tariffa al minuto sarà di 0,23 centesimi, la sosta al minuto costerà 0,09 centesimi, la tariffa oraria forfettaria 6,90 centesimi, con 30 minuti gratis, e quella giornaliera 29,90 euro (quindi 0,02 cent al minuto). Gli universitari che approfittano della convenzione pagano 0,19 centesimi al minuto. Come per il già collaudato car sharing e le bici a flusso libero di Ofo e Mobike partite più di recente, anche per le moto la prenotazione, accensione e spegnimento del motore funzionano tramite una app da scaricare sullo smartphone. Inserendo il pin scelto al momento della registrazione, si sgancia il lucchetto virtuale e si apre anche il bauletto contenente due caschi di colore verde fosforescente, di misura diversa e dotati di cuffiette igieniche. Al momento dell'attivazione del profilo sarà richiesto il pagamento una tantum di 9,90 euro con 60 minuti di utilizzo compresi, in fase di lancio il prezzo sarà di 0,99 euro e 10 minuti di viaggio.

Gli scooter sono prodotti a Vicenza, il partner energetico è emiliano-romagnolo e i fondatori hanno scelto una società di assicurazione torinese. Per iscriversi bisogna essere maggiorenni e muniti di patente o patentino di guida. MiMoto non verserà al Comune una tassa di occupazione del suolo per ogni mezzo come le società di car sharing ma dovrà organizzare corsi di guida sicura nelle scuole. «Lo scooter elettrico è un modo innovativo di vivere la città, dobbiamo abituarci a saltare da un mezzo all'altro rinunciando all'auto privata. L'obiettivo è meno traffico e meno smog» ha confermato l'assessore alla Mobilità Marco Granelli. Anche se l'invasione delle bici a flusso libero ha già scatenato polemiche per l'insufficienza di stalli. «Abbiamo 4.650 bici con stazione di BikeMi e a regime avremo 12mila bici a flusso libero, trovo difficile andare oltre - ammette il sindaco Beppe Sala -. Con quasi 9mila stalli copriamo il 60%» anche se non conteggia le bici private «quando arriveremo alle 12mila tireremo le somme». Granelli aggiunge che «con tutti gli operatori del bike sharing lavoreremo a un manuale per l'uso della bici di proprietà o in affitto. Sono in corso i lavori per tre nuove piste ciclabili (Repubblica, Amendola-Conciliazione, piazzale Abbiategrasso) e dobbiamo moderare la velocità nei quartieri, per questo abbiamo l'obiettivo di mezzo milione di mq di Zone 30».