La Milano dei Templari Un viaggio affascinante tra storie e leggende

La città fu il primo avamposto dei Cavalieri Oggi una conferenza allo Spazio Cobianchi

Elena Fontanella

Con la morte per rogo dell'ultimo Gran Maestro Jacques de Molay le tracce dei cavalieri Templari sopravvissero a stento, offuscate dall'accusa di eresia e dallo scorrere inclemente del tempo. Quando nel 1308 l'ultimo maestro provinciale di Lombardia, Iacopo da Montecucco, figlio del marchese Oberto di Monferrato, fece perdere le sue tracce rifiutandosi di comparire davanti all'inquisizione, le ricchezze dei Templari passarono ai cavalieri di San Giovanni e di templare in Lombardia rimase una labile memoria nell'intitolazione di alcuni luoghi.

Eppure Milano era stato uno dei primi avamposti dell'Ordine monastico cavalleresco, fondato a Gerusalemme nel 1118 da Hugues de Payns con pochi compagni d'arme. I primi cavalieri giunsero nella città lombarda nel 1135 al seguito di Bernardo di Chiaravalle ospitati dai cistercensi. Milano era una città di 200mila abitanti, crocevia di commerci e uomini in armi impegnati nelle spedizioni in Terrasanta. Tra storia e leggenda si fa risalire a quegli anni l'influenza templare nella decorazione a scacchiera sulle pareti di Sant'Ambrogio, il nodo di Salomone delle colonne di Chiaravalle e l'alone di magia celtico-cristiana che pervade l'area boschiva del Brolo simbolicamente collegata alla Foresta d'Oriente di Troyes dove Hugues de Payns ricevette la «Regola» dalle mani di San Bernardo. Secondo le fonti documentali, invece, la prima menzione ufficiale a Milano di un convento templare, citato in un atto di donazione, risale all'aprile del 1142.

Le sedi principali del Tempio si trovavano appena fuori le mura di porta Romana dove sorgevano le chiese di S. Maria della Pace (via S. Barnaba 46) e Santa Maria del Tempio in Brolo a poca distanza dalla Basilica di San Nazareno e dall'odierna piazza Mercato di porta Ticinese. Il particolare prestigio dalla sede templare «in Brolo» è menzionato dalla storiografia dell'epoca tanto che Ottone Morena da Lodi lo ricorda sede del quartier generale dell'imperatore Federico Barbarossa durante l'assedio di Milano del 1158. All'epoca della demolizione degli edifici per far spazio alla costruzione dell'attuale Ospedale Policlinico le mappe catastali del 1881 registravano ancora la presenza della «Chiesa di San Giovanni Battista Commenda di Malta alias de Templo» che sopravvive oggi nella toponomastica di via della Commenda. Il convento milanese di Santa Maria del Tempio in Brolo (tra via Santa Barnaba e via Commenda) oltre ad essere una potente Commanderia militare, quartier generale dell'Ordine in Lombardia, era un articolato complesso agricolo esteso verso la campagna a Sud-Est di Milano e attrattore di una rete di comunità monastiche, denominate secondo l'importanza precettorie e grange, dotate di terreni ottenuti con lasciti «pro anima» e bonifiche. I possedimenti agricoli sotto l'autorità deputata dall'Ordine costituivano la sua principale base economica determinata dalle colture, dall'allevamento e dalla lavorazione di materie prime.

Nel XII secolo la cascina Infernum, ora Cascina Linterno, era una grangia. Ancora oggi nel reticolo urbano si possono intravedere in via Fratelli Zoia 194 le antiche arcate romaniche e due colonne con capitelli a testa di cavallo, mentre, all'interno della attuale cascina, sono ancora funzionanti due marcite, ovvero i sistemi di irrigazione da risorgiva tipici della cultura monastica francese per ottenere molteplici tagli di foraggio.

Nella seconda metà del Duecento, quando la famiglia piacentina dei Da Pigazzano ebbe particolare influenza sul tempio milanese, i documenti citano sedi e possedimenti templari a Montesordo di Cermenate, a Zunico, a Villanova, oltre a due mulini sul Lambro grande a Mons Luparium (Monluè). Alcune rare vestigia ricordano le tracce dell'Ordine intorno a Milano come la colonna con la statua di Maria Maddalena in piazza De Angelis che identifica il luogo in cui sorgeva la chiesa e l'hospitale templare presso il ponte della Vepra sull'Olona sulla strada diretta in Valchiavenna.

Le cronache dell'epoca ricordano la capillare diffusione dell'Ordine del Tempio in Lombardia che gestiva terre coltivate, boschi, cascine, botteghe e officine, fucine, mulini e stalle, infermerie, hospitalia e vi teneva mercati e fiere di grande prestigio che costituirono la base della vocazione alla produzione e al commercio agricolo di tutto il territorio nei secoli successivi («Templari-Storia e leggenda dei Cavalieri del Tempio». Mostra aperta fino al 5 novembre allo Spazio Cobianchi Galleria-Galleria Vittorio Emanuele II angolo via Tommaso Grossi, Milano - orari: lunedì 15-20; martedì -domenica 10-20, info: 02.89095044 info@circolocobianchiduomo.it).

Conferenze: 5 ottobre ore 18,30 «Tracce dei templari a Milano e in Lombardia»; 11 ottobre alle 18,30 «Eresie medioevali»; 13 ottobre alle 18,30 «Il venerdì nero del Tempio»; 19 ottobre alle 18,30 «I cavalieri, la guerra e le armi»; 26 ottobre alle 18,30 «Simbologia e liturgia templare»; 31 ottobre alle 18,30 «Il pane quotidiano nel Medioevo»; 2 novembre alle 18,30 «Il processo dei Templari».