Milano come le Langhe: debutta la Fiera del tartufo

Da domani fino a domenica produttori da tutta Italia Lo chef Brambilla: «L'oro bianco piace pure ai giovani»

La Milano post-Expo, ormai vetrina di eccellenze dall'Italia e dal mondo, non poteva dimenticarsi di un gioiello dell'enogastronomia nostrana: il tartufo. I festeggiamenti per il «frutto consacrato di Afrodite», come lo aveva ribattezzato Aristotele, d'ora in poi non saranno più mero appannaggio delle Langhe, ma l'inconfondibile profumo aleggerà anche sotto la Madonnina e non soltanto nei ristoranti «cult». L'oro bianco (o nero) sarà in mostra in Piazza Città di Lombardia per la prima edizione della Fiera del Tartufo che si inaugura da domani a domenica. Un'occasione unica per il pubblico che non può permettersi un viaggetto all'annuale kermesse albese, ma anche per scoprire le tante varietà di questo prezioso fungo che negli ultimi anni pare trovare terreno fertile anche in aree non canoniche. Va chiarito subito che non trattasi di una sagra ma di una vera e propria fiera che vede esporre produttori e marchi da tutta Italia, con in vendita anche le sempre più fantasiose specialità a base di tartufo, dalla pasta alle creme, dai formaggi ai salumi. Tra i diversi marchi della penisola Urbani Tartufi, azienda conosciuta in tutto il mondo con i suoi oltre 150 anni di storia, ma anche produttori e commercianti come Savini Tartufi, Giuliano Tartufi, LGM Tartufi Francia, l'Associazione Tartufi del Monferrato, Grazioli Tartufi, Milano Tartufi, Pergola Tartufi, Sabetta Tartufi e Savitar. «L'evento sembra cadere a fagiolo perchè quella di quest'anno si è annunciata come un'ottima annata addirittura superiore a quella del 2018» dice Alex Brambilla, chef milanese del ristorante Piazza Repubblica di via Aldo Manuzio, che da anni si distingue sul territorio milanese per il suo ricco menu degustazione interamente dedicato a sua maestà il tartufo. «Quest'estate - dice Brambilla - si è verificata la perfetta alternanza tra piogge e caldo umido, condizioni climatiche ideali per la produzione di un tartufo molto saporito e profumato». Il gusto per la celebre grattuggiata sta in questi anni raggiungendo sempre di più anche il pubblico giovane. «È un fenomeno che osserviamo anche nel nostro locale - dice Brambilla - dove la formula di un menù con tartufo a prezzo fisso (e non al grammo) convince i 25-30enni a togliersi la soddisfazione; e anche i costi non sono più proibitivi come una volta». Alex Brambilla e Giorgio Bernasconi, patron del Piazza Repubblica, anche quest'anno celebrano la stagione del tartufo con una carta degustazione di 12 portate su cui spiccano l'ormai celebre tuorlo d'uovo in spuma di patate, grandi classici come il risotto o la battuta di fassona e accostamenti originali come le capesante e, per dessert, la spuma di cioccolato bianco. «La mia novità di quest'anno è una particolare polenta a grana grossa di mais rosso pignoletto, mantecata con fontina valdostana, uovo poché e tartufo bianco». E per i vini? «L'accostamento è rigorosamente piemontese». MdM