Milano per tre giorni la capitale dello yoga

Al via il decennale del festival dedicato all'antica disciplina. Attesi in migliaia

Ci sono i puristi. E quelli più estremi. Quelli che lo preferiscono più faticoso ovvero dinamico. E quelli della versione silent. Ma anche quelli della versione hot. Quelli attaccati con decisione alla tradizione caratterizzata dall'Om, l'origine di tutti i mantra. E quelli più rivoluzionari, con tanta fantasia da mettere in pratica: per la salute! È un mondo che comunque lo si guardi ha un cuore, ops un karma, e un nome che mette tutti d'accordo e ha un bel suono: Yoga.

È un mondo che a Milano, da venerdì a domenica prossima, proprio nella cittadella della moda (SuperStudio Più di via Tortona, 27, dalle 9.30 alle 20.30), si ritroverà per celebrare la decima edizione di un festival all'insegna dell'amore. Si intitola non a caso «Love» lo YogaFestival 2015, un evento che richiamerà un bel numero di persone al Superstudio Più di Milano e sarà «potente» come promettono gli organizzatori: «perché messo in moto e generato da una forza immateriale ma potentissima, quella dell'Amore appunto, che rappresenta il principio fondante della vita umana: amore come apertura, come empatia, ascolto e attenzione all'altro» come assicura delicata ma decisa Giulia Borioli, presidente e fondatrice di YogaFestival. Sarà ed è un evento in crescita come lo yoga stesso. Guardando questo movimento da qualsiasi angolatura lo si voglia considerare, si scoprirà infatti che questa comunità di anno in anno cresce e si diffonde in tutta Italia. Parte da Milano, si irradia nel nostro Paese e contagia – come acqua fresca - persone che si avvicinano sempre di più a questa disciplina millenaria.

«L'evento è cambiato negli anni – assicura Matteo Torterolo responsabile comunicazione di YogaFestival - gli ingressi sono quasi decuplicati in 10 anni». Il parterre per la festa dei 10 anni a Milano sarà eccezionale ed internazionale, connotato da importanti presenze come Anand Mehrotra, Carlos Fiel, Willy Van Lysebeth, Gabriela Bozic, Swami Abhishek Chaitanya Giri Maharaj, Chantal Hauser e come i “nostri” degni rappresentanti che sono Gabriella Cella, Antonio Nuzzo, Piero Vivarelli, Marco Ferrini, Jacopo Ceccarelli. Il filo conduttore, che è appunto il tema dell'amore e della cura dell'altro, vedrà alcuni interessanti contributi come quello di David Sye che porta in scena il suo progetto ambizioso «Yoga Beats Conflict», come la conferenza sulla Bhakti - l'amore assoluto, senza riserve - tenuta da Antonio Rigopoulos che è docente universitario ed è considerato tra i massimi esponenti del pensiero indiano in Italia.