Mitra ed esplosivo: la gang preparava maxi colpo in centro

Trovate le mappe di tre banche e un supermercato e alcune fascette di plastica per legare gli ostaggi

Si chiamano Claudio Maddalena, 26 anni, avellinese di origine, poi ci sono i calabresi Antonio Russo, 64enne e Natale Trimboli, 60 anni, quest'ultimo già arrestato nell'operazione «Platino» contro la 'ndrangheta. Tutti hanno precedenti penali, due proprio per rapina. Sono stati bloccati a Corsico, nell'hinterland del capoluogo lombardo, dai carabinieri del nucleo investigativo del Comando Provinciale di Milano, dopo essere stati sorpresi all'uscita di un capannone di proprietà di uno degli arrestati. Avevano in programma un colpo spettacolare nel centro di Milano. Un furgone portavalori, una banca o un supermercato erano i possibili obiettivi.

La perquisizione del covo dove i tre pregiudicati erano soliti incontrarsi, ha consentito di trovare un mitra M3, due revolver con matricola abrasa, due pistole semi-automatiche, di cui una di fabbricazione jugoslava, miccia detonante, fascette di plastica già predisposte per i polsi delle vittime. I militari hanno anche trovato uno schizzo planimetrico, che rappresentava una via di Milano dove sono presenti tre istituti di credito e un supermercato aperto 24 ore al giorno, tutti possibili obiettivi da colpire.

I tre malviventi, notati in più circostanze mentre effettuavano sopralluoghi ad alcuni obiettivi della città, erano già monitorati costantemente da qualche giorno. Sulle armi da fuoco saranno svolte nei prossimi giorni verifiche e indagini tecniche per determinarne la provenienza e l'eventuale utilizzo in azioni criminali.

La planimetria dettagliata della zona di via Carlo Farini e le fascette necessarie per immobilizzare il personale hanno subito lasciato intuire quelli che erano gli obiettivi della gang alla quale forse vanno ad aggiungersi altri componenti che non erano presenti ieri al momento della perquisizione dei carabinieri nel capannone di Corsico. E non è nemmeno da escludere che tutti e tre i bersagli fossero obiettivi dei malviventi in rapida sequenza.

Un portavalori, un istituto di credito e un supermercato rappresentano mete in grado di fornire denaro liquido in quantità da soddisfare un'organizzazione di banditi come quella dei tre pregiudicati arrestati e ritenuti nell'orbita della 'ndrangheta attiva nella cintura dell'hinterland. Gli inquirenti devono appurare la provenienza delle armi - particolarmente sofisticate e pericolose - trovate nel rifugio dell'organizzazione criminale.

Le indagini dovranno anche stabilire se l'arsenale era, per così dire, al debutto in imprese criminose o era stato già utilizzato in altre occasioni ed eventualmente in quale contesto. I tre arrestati, secondo testimonianze, sarebbero stati notati a più riprese mentre svolgevano sopralluoghi sugli obiettivi dei loro assalti in città.