«Molti bambini da adulti saranno asmatici»

La pediatra: è probabile che le polveri riducano la capacità polmonare

La «cappa» di alta pressione, con temperature primaverili e precipitazioni ai minimi termini, sta riproponendo l'emergenza smog nelle città. Una situazione che si sta «cronicizzando», con effetti sulla salute, in particolare su quella dei più piccoli che, con gli anzini, sono una delle categorie più a rischio. «Sono molti gli studi che documentano la relazione tra l'aumentata prevalenza di alcune malattie respiratorie e la qualità dell'aria- spiega Marinella Lavelli, pediatra del Centro Medico Santagostino di Milano- Un recentissimo studio italiano, coordinato dal Cnr di Pisa ha evidenziato negli ultimi trent'anni un notevole aumento della prevalenza di rinite allergica, asma e broncopneumopatia cronica nonostante le misure adottate in questo periodo per limitare i danni da inquinamento atmosferico». Uno studio del novembre 2015 su 4.880 bambini delle scuole di Londra ha indagato l'effetto dell'esposizione a lungo termine all'inquinamento ambientale sulla funzionalità respiratoria. «Dai dati riscontrati, emerge una relazione lineare fra livelli di biossido di azoto - indicativo anche per le polveri sottili - e riduzione dei parametri di funzionalità respiratoria- continua la dottoressa Lavelli- Dall'analisi mediante modelli matematici gli autori hanno quantificato l'aumento di prevalenza di bambini con funzione polmonare alterata in relazione agli aumenti di concentrazione di biossido d'azoto, e hanno così stabilito che l'inquinamento dell'aria è un fattore di rischio certo per asma. Anche nei bambini senza diagnosi d'asma l'esposizione a lungo termine agli inquinanti causa uno sviluppo polmonare inferiore a quello che ci si potrebbe aspettare. Anche se non possiamo ancora esserne sicuri, è probabile che la loro capacità polmonare al raggiungimento dell'età adulta sarà ridotta e che il loro apparato respiratorio sarà più fragile» Una situazione su cui si può intervenire come dimostra un altro studio, pubblicato nel 2015 su una rivista scientifica molto importante. In California norme restrittive sul traffico veicolare, introdotte negli ultimi vent'anni, hanno consentito una notevole riduzione dell'inquinamento. Per quindici anni, dal 1994 al 2011 gli autori hanno esaminato tre gruppi di teenagers, fra gli 11 e i 15 anni, ed hanno dimostrato che, man mano che l'inquinamento si riduceva, tutti i parametri studiati miglioravano. «Da tutto ciò si evince che non solo si può fare qualcosa per limitare i danni alla salute- conclude la pediatra de Centro Medico Santagostino- ma che è necessario farlo abbastanza rapidamente, per non compromettere la salute degli adulti di domani. Gli investimenti sul miglioramento della qualità dell'aria saranno compensati da minore spesa sanitaria".