A Monza Allevi festeggia e lavora già sulla giunta Intesa con Lega e centro

Vittoria per 1.100 voti sul sindaco uscente Toto-assessori: vice del Carroccio e c'è Maffè

Alberto Giannoni

Poche ore per festeggiare, poi tutti a «rimboccarsi le maniche». Perfetto stile brianzolo per Dario Allevi, nuovo sindaco di Monza. E in città già si ragiona sulla composizione della sua giunta. La sua prima giunta comunale, otto anni dopo quella provinciale. Allevi è tornato ed è tornato a vincere: «Ve l'avevo detto di tenerlo d'occhio» scherza la capolista di Forza Italia Martina Sassoli, che sulla corsa di Allevi non ha mai avuto dubbi. Ci ha creduto il coordinamento regionale di Forza Italia, ci ha creduto il leader azzurro Silvio Berlusconi. E sulla possibilità di riconquistare Monza dopo 5 anni di Pd, ovviamente, ci credeva Allevi, che ha girato in lungo e in largo la città, resistendo con grande solidità agli attacchi più sguaiati e nervosi.

A risultati ancora caldi, fra abbracci e strette di mano, domenica sera il candidato del centrodestra già avvisava: «Ora ci mettiamo subito al lavoro». Lo spoglio delle schede era andato liscio come l'olio. Poco dopo l'apertura delle urne, alle 23, la scelta dei monzesi è apparsa chiara: Allevi viaggiava sopra il rivale, il sindaco uscente Roberto Scanagatti, un po' in tutta la città. A metà spoglio lo scarto era già sui mille voti. A mezzanotte e mezzo, i sostenitori di Allevi festeggiavano. Una vittoria netta, per 1.1.34 voti, dopo una campagna elettorale tiratissima e il testa a testa del primo turno, chiuso da Scanagatti con 30 voti di vantaggio. Le percentuali definitive, all'una e trenta, dicevano: Allevi 51,3%, Scanagatti 48,7%.

Poche ore per festeggiare, dunque, e alle 17 e 30 di ieri Allevi ha indossato per la prima volta la fascia tricolore per la proclamazione in prefettura.

«Grazie Dario, solo tu potevi vincere questa pazzesca, entusiasmante, meravigliosa sfida» ha scritto su facebook la fedelissima Sassoli, che aveva fatto parte di quella giunta provinciale e dovrebbe far parte della prossima giunta Allevi, forte anche delle sue 336 preferenze. Ipotesi e toto assessori già si rincorrono. Vicesindaco di Monza dovrebbe essere un leghista. Si parla di Simone Villa, che ha ottenuto 295 preferenze e dovrebbe vedersi assegnata la delega cui il Carroccio tiene di più, la sicurezza. Secondo le indiscrezioni, della squadra dovrebbe far parte anche Pierfranco Maffè, il candidato sindaco del cartello civico centrista che al primo turno ha ottenuto un buon 5,23% e in vista del ballottaggio si è apparentato col centrodestra (da cui, peraltro, politicamente proviene). A Maffè, medico e candidato di Alternativa popolare, dovrebbe andare l'assessorato alla Famiglia, con deleghe ai servizi sociali. Oltre a Sassoli, assessorato in vista per il vicesegretario cittadino azzurro Giuliano Ghezzi, che ha coordinato la campagna di Allevi. Potrebbe occuparsi fra l'altro di viabilità. Allo sport dovrebbe andare Andrea Arbizzoni di Fratelli d'Italia, che si è messo in luce con 450 preferenze al primo turno, mentre candidato a gestire le casse comunali è Alberto Grisi, fra l'altro candidato sindaco a Lesmo con una compagine civica di centrodestra.

In Consiglio comunale i capigruppo dovrebbero essere per la Lega il giovane recordman di preferenze, il segretario cittadino e capolista del Carroccio Federico Arena, che ha raccolto 330 preferenze. Presidente del gruppo di Fratelli d'Italia sarà Marianna Gaspero, mentre la pattuglia dei consiglieri azzurri dovrebbe essere guidata da Massimiliano Longo, candidato che al primo turno ha fatto il pieno di fiducia con 478 preferenze personali.