Morcheeba all'Idroscalo: nostalgia anni Novanta di un soul formato famiglia

La band composta da mogli, mariti e figli dei due leader ripercorre il suo repertorio stasera alle 21

Dici Morcheeba e la mente corre subito a uno degli esempi meglio riusciti di trip-pop britannico fine anni Novanta.

Big Calm, il loro disco capolavoro, di cui l'anno prossimo si celebrerà il ventennale, a suo tempo fu letteralmente setacciato dai pubblicitari (vi ricordate «The sea»?), evidentemente innamorati persi delle atmosfere soffuse ed elettro-melodiche impreziosite dalla voce di Skye Edwards, la suadente, sensuale e poderosa cantante, la componente inevitabilmente più in vista del trio messo in piedi in quel di Londra dai fratelli dj-polistrumentisti-produttori Ross e Paul Godfrey.

Quella magia rimase ineguagliata (anche se l'album del 2000, Fragments of freedom ottene un grandissimo successo).

Tuttavia, la storia dei Morcheeba, tra alti e bassi e continui cambi di formazione e aggiornamenti del menù sonoro proposto, con un predilezione, per il soul e l'elettronica coniugata in salsa pop, è proseguita quasi fino ai nostri giorni. Fino a quando, più o meno cinque anni fa, Paul Godfrey ha deciso di farsi da parte, per non tornare più.

Morale della favola, i due superstiti Skye e Ross hanno scelto di andare avanti, apparentemente rinunciando al marchio Morcheeba. Ma anche Oltremanica «tengono famiglia» e la coppia artistica Sky & Ross, pur avendo dato alle stampe un nuovo album a proprio nome (per chi fosse interessato s'intitola SKYE | ROSS), col quale mostrare al pubblico la loro reale identità artistica e personale, senza filtri o inganni da post produzione (d'altronde con le tecniche di registrazioni contemporanea si può incidere un album senza saper suonare...), hanno pensato che sarebbe stato meglio andare in tour ancora come Morcheeba. E il tour fa tappa stasera (ore 21, ingresso 20 euro) al Circolo Magnolia, in riva all'Idroscalo. Preparatevi a una band molto familiare dato che ne fanno parte il marito e il figlio batterista della cantante di colore originaria di East London e la moglie (corista) di Ross Godfrey, cui va aggiunto un altro reduce dell'esperienza Morcheeba, il tastierista Richard Milner.

Dal vivo ci sarà spazio per le nuove composizioni, sull'acustico andante, ma anche con imprevedibili richiami al movimento tropicalista brasiliano, alla tradizione gospel a ad Al Green, e ovviamente anche per le immancabili riletture dei classici del canzoniere morcheebiano, quello souleggiante e al tempo stesso molto commerciale.

Qualche titolo? Da «Trigger hippie» e «Never an easy way» (dall'album di debut album Who can we trust del '96) a «Rome wasn't built in a day», forse il loro più conosciuto tormentone. Tormentone sì, ma delicato e sognante. Come si conviene al più tipico sound Morcheeba.

Il fiore all'occhiello resta naturalmente lei, Skye, che per quanto più vicina ai 50 che non ai 40, sembra non aver cambiato atteggiamento. Anzi, rimane ancora quella donna acqua e sapone di sempre, capace di incantare con il suo charme e la sua voce calda e flessuosa, quasi soul jazz,gli spettatori più freschi e coloro che hanno negli occhi e nelle orecchie il sound anni Novanta..