Una mostra per i bimbi del Myanmar

Terre des hommes e la Regione unite per portare salute e istruzione tra chi soffre

«Le condizioni disumane in cui vivono i bambini birmani non sono un gioco: bisogna avere cura di loro e dedicargli del tempo». Così Beppe Convertini, attore e conduttore tv alla sua terza missione umanitaria, descrive La loro vita non è un gioco, la mostra video-fotografica da lui stesso curata e allestita dall'associazione «Terre des Hommes Italia» e dalla Regione allo Spazio Mostre N3 di Palazzo Lombardia da domani fino al 14 novembre. Fil rouge della mostra è la dimensione ludica: da un lato il gioco inteso come metafora di una vita felice a cui i bambini birmani non sono abituati, dall'altro quello degli istanti immortalati da Beppe e trascorsi insieme ai piccoli asiatici. «Non hanno niente e si accontentano di poco», aggiunge l'attore che ha fatto dell'aiuto umanitario la sua vera vocazione: colpito dalla cura dei medici volontari che avevano accudito il padre poco prima di morire, ha deciso di assolvere al «dovere morale» di mettere la sua popolarità a servizio dei più bisognosi.

Il desiderio di sensibilizzare l'opinione pubblica si concretizza, così, nella spiegazione per immagini che Beppe ha pensato all'interno del suo racconto: sicurezza alimentare e nutrizione, gestione sostenibile delle risorse idriche, diritto all'istruzione e agricoltura domestica sono i quattro temi elaborati per far conoscere la storia di bambini costretti a vivere accanto alle discariche in «condizioni igienico-sanitarie disumane». Obiettivo principale del più ampio progetto dell'associazione è recuperare i minori dallo sfruttamento minorile per permettergli un'adeguata formazione scolastica. Per farlo occorre migliorare la gestione delle risorse idriche, ridurre l'inquinamento ambientale e garantire un adeguato approvvigionamento alle loro famiglie.