Mostre, suoni ed eventi Adesso il Fuorisalone accende i palazzi storici

Un circuito da via Vivaio a corso Magenta Coreografie della Scala in corso Venezia

L'idillio tra il Fuorisalone e i siti storici della città ha avuto forse il suo apice glorioso nella serata di ieri, scenario il cortile dello storico Seminario Arcivescovile di corso Venezia 11. Qui, tra i portici del palazzo voluto nel 1565 da San Carlo Borromeo, i primi ballerini del corpo di danza della Scala hanno reso omaggio all'Intelligenza artificiale, in una performance tra musica, proiezioni ed effetti speciali allestiti da Audi City Lab, nell'ambito della mostra «Material Immaterial» di Interni. È L'apice di un percorso che rappresenta uno degli aspetti più suggestivi di questa settimana del design. Una settimana che, oltre a valorizzare luoghi e quartieri reconditi, apre al pubblico le porte di gioielli architettonici, proponendo dialoghi materiali e immateriali. Anche quest'anno tanti i siti di un circuito virtuoso che si snoda soprattutto nelle vie del centro. Il percorso può iniziare proprio dall'ex seminario arcivescovile per proseguire nel quadriportico dello Palazzo Isimbardi, ex sede della Provincia, che ospita la mostra «Inspired in Barcelona - In&Out», esposizione di oggetti e arredi di 90 creativi catalani. Proseguendo in direzione Scala, si può riscoprire Palazzo Clerici, settecentesca dimora patrizia celebre per la sua galleria di arazzi e per gli affreschi di Giovanni Battista Tiepolo. Qui gli studenti della Design Academy di Eindhoven presentano i loro progetti multimediali che indagano sull'influenza del design nei media contemporanei. In un'altra sala è invece esposta un'originale mostra di 46 talismani contemporanei, oggetti misteriosi e senza tempo, che sabato saranno messi all'asta da Christie's. Da via Clerici a via Meravigli il passo è breve. Nella via che parte da Cordusio, anche quest'anno il design invade beneficamente le sale di Palazzo Turati, edificio neorinascimentale che apre al pubblico le sue magnifiche sale: come la «Sala di Flora», detta anche «salottino azzurro» per i velluti di seta che corredano le pareti, o la Sala del Prometeo, notevole per le decorazioni architettoniche. L'ingresso addobbato da tulipani veri o scultorei annuncia la nuova scorribanda dei designer olandesi in terra meneghina con la mostra «Masterly The Dutch in Milano». Dal cortile al piano nobile, ecco una brillante presentazione delle ultime novità di design, arte, artigianato, moda e fotografia olandesi a cura di Nicole Uniquole. Negli ambienti che circondano la corte, 28 aziende presentano le loro ultime creazioni nel campo di mobili e tessili, vetro e lampadari, tappeti e porcellane. Le sale storiche, dulcis in fundo, offrono poi un suggestivo dialogo fra 33 designer e tre tele olandesi del XVII secolo. Ultima tappa (ma non per prestigio) sarà il barocco Palazzo Litta il cui cortile, interamente ricoperto da una trama composta da 300 paia di jeans, apre la strada per la nuova edizione della mostra «A Matter of Perception». Per la prima volta, le due corti del palazzo sono collegate per fare spazio ai progetti di 47 aziende di tutto il mondo.