La movida? In periferia Pisapia vuole spostare pub e locali a Lambrate

Il divertimento è «una grande opportunità che crea problemi». L'idea del sindaco: «Trasferirlo nei quartieri che lo chiedono»

«A Tel Aviv hanno risolto il problema della movida spostandola sulla spiaggia, dove non crea problemi. Noi non potendo portare il mare a Milano possiamo pensare a luoghi esterni, come a Lambrate dove chiedono la presenza di nuovi esercizi pubblici. Pensateci, pensiamoci» ha buttato lì il sindaco Giuliano Pisapia ieri al convegno promosso dalla Fipe (Federazione dei pubblici esercizi) in Triennale.

L'argomento era di quelli caldi. Di questi tempi ancora di più: movida. Quella tipica milanese, ma non solo, che vede contrapposti spesso interessi non solo diversi ma essenzialmente opposti: il sonno e la voglia di divertimento che spesso sconfina nell'eccesso. La movida che diventa mala-movida come è stato evidenziato nella ricerca del Censis su questo fenomeno, per colpa soprattutto dell'uso smodato di alcool.

«Movida opportunità o problema» dunque?, come recitava il titolo. Per Pisapia «una grande opportunità che crea problemi». Da qui la proposta di creare dei luoghi decentrati dove non ci sono abitazioni. «Non dico spostiamo dal centro, ma non concentriamoci solo sul centro. Il centro non sia solo un luogo museale che pure deve esserci, ma un luogo di regole il più possibile condivise anche se la condivisione totale è impossibile».

Pisapia ha citato come esempio il Fuorisalone milanese, periodo in cui la città pullula di eventi in ogni dove, ma ha citato anche Bruxelles, «dove sono appena stato, hanno fatto così. Chiaramente serve interlocuzione con chi vive la movida. Se ognuno di noi fa un piccolo passo indietro guardando avanti si può trovare una soluzione». Ha spiegato che «un quartiere vive quando c'è la presenza diurna ma anche quella notturna nel rispetto delle esigenze altrui», sottolineando che le ordinanze non sono la soluzione. Contribuiscono a «spegnere le luci della città». Anzi. L'area Expo sarà un'altra opportunità per realizzare accanto a Cascina triulza (sede del no profit) e il Polo dell'Innovazione «non dico uno stadio, altrimenti domani tutti dicono che voglio lo stadio a Expo, ma un luogo dedicato al divertimento» ha proposto Pisapia.

«Bene la delocalizzazione a Lambrate, per la movida, come dice il sindaco. Può essere una buona idea» approva Alfredo Zini vicepresidente dell'Epam (esercenti) di Milano. Che rilancia. «Direi di sperimentare già dai prossimi eventi (Moda, Design) nelle zone di Lambrate, Isola, Bovisa, via Tortona, aree a bassa residenzialità, una zona “tax free”, per incentivare aperture serali e nuove attività, senza il fardello delle tasse sul plateatico e le altre gabelle che appesantiscono la gestione di un esercizio commerciale. Incentivi che potrebbero aiutare a trasformare, almeno in parte, i quartieri».

Zini ricorda che qualche anno fa si pensava di trasferire la movida alla Bicocca e in Bovisa, «non considerando però che giovani e non hanno già i loro punti di ritrovo storici, come i Navigli o il Ticinese. Io avevo lanciato anche l'idea di recuperare i tunnel della stazione Centrale, più facilmente raggiungibili coi mezzi pubblici. La malamovida si incentiva anche con pessime pratiche come la non realizzazione di parcheggi, una mobilità incerta, scarsi controlli di sicurezza».