Nagasawa, dal Giappone alla "Casa degli Artisti"

Si è spento sabato in seguito ad una lunga malattia, Hidetoshi Nagasawa, artista e architetto giapponese, milanese d'adozione. A darne l'annuncio sulla sua pagina facebook, l'assessore alla Cultura del Comune Filippo del Corno: «È scomparso Hidetoshi Nagasawa, figura discreta e potente di un grande creatore che aveva scelto la nostra città.» Nagasawa viveva a Milano ed era docente di scultura al Naba.

Nato a Tonei nel 1940, laureato in architettura nel 1963, l'architetto-scultore arrivò nel 1967 a Milano, ultima tappa di un lunghissimo viaggio in bicicletta attraverso l'Asia e l'Europa dovuta, raccontava, al furto della bici stessa. Da dato biografico, il viaggio diventa l'elemento su cui fonda la sua intera ricerca. Un viaggio inteso secondo i parametri della filosofia zen in cui conta fare tesoro di ogni esperienza vissuta, e non il punto d'arrivo. Le sue prime opere sono di natura concettuale, ma è a partire dai primi anni Settanta che Nagasawa si dedica in larga parte alla scultura, utilizzando per le sue opere prevalentemente l'oro, il marmo e il bronzo. A Milano, conosce Enrico Castellani, Mario Nigro e Antonio Trotta, con i quali dà vita ad uno stretto sodalizio intellettuale e artistico. Il successo arriva immediato. Nel 1978 fonda con Luciano Fabro, Jole de Sanna e altri, la «Casa degli artisti».

Ha partecipato a varie edizioni della Biennale di Venezia, nel 1988 il Padiglione di Arte contemporanea gli dedica una mostra.