Un Natale pensando ad Ale e a perdonare chi l'ha uccisa

Per i genitori della ragazza gettata dal balcone dal fidanzato ad Affori saranno festività tristi: «È molto difficile ma la colpa non è solo di Pietro»

«È difficile, molto difficile. Tuttavia siamo ancora orientati a perdonare Pietro: la nostra convinzione profonda è che la colpa di quel che è accaduto sia da ricercare altrove e non si possa addebitare interamente a lui».

Sarà il primo Natale senza Alessandra per Carlo e Paola Pelizzi. Ci sono dolori che tramutano le festività in momenti durissimi da superare. La perdita improvvisa di una figlia, dell'unica figlia, è senz'altro uno di questi. Negli ultimi tre mesi i due genitori non sono mai stati abbandonati dalla comunità salesiana - amici e religiosi - dove Ale aveva frequentato il liceo, in via Copernico. Un bozzolo che li ha aiutati in certi momenti a sopravvivere, in altri a impegnarsi in prima persona in attività per poter riemergere, seppur faticosamente, da un dolore a tratti davvero insostenibile.

La loro ragazza, una 19enne vivace e molto in gamba, a settembre si apprestava a iniziare l'università quando l'ex fidanzato, il ventenne Pietro Maxymilian De Paola, che non accettava la fine della loro relazione, l'ha trascinata con lui in un volo di trenta metri dal balcone di casa, ad Affori. Rivelando quel che nessuno - nemmeno Alessandra che pure lo aveva sempre tanto aiutato ad affrontare sensi d'inferiorità e problemi spesso immaginari - aveva compreso, cioè di essere in preda a una vera e propria patologia.

Al termine del funerale della figlia, celebrato sabato 19 settembre nella chiesa di Sant'Agostino, Carlo Pelizzi, tenendo per mano sua moglie, aveva pronunciato una frase importante e coraggiosa: «Per Pietro ci sarà il tempo del perdono». Oggi, a tre mesi distanza, i coniugi Pelizzi sono ancora di quell'avviso. E, a proposito di quell'impegno che sta cominciando, piano piano, a ridare un senso alla sua vita, hanno accettato di avallare e condividere un'iniziativa messa a punto e istituita all'interno della comunità salesiana: una borsa di studio intitolata «Viva la Vida!-Alessandra Pelizzi- Adesso tocca a noi!».

Si tratta di un contributo che verrà assegnato ogni anno per un valore equivalente a una retta annuale per frequentare una classe di un istituto superiore al «Sant'Ambrogio», destinata a sostenere la possibilità di accesso allo studio di allievi o allieve meritevoli ma economicamente svantaggiati, segnalati dalla comunità salesiana. All'assegnazione del premio potranno concorrere tutti gli studenti delle scuole superiori dell'istituto salesiano Sant'Ambrogio che assegnerà ai vincitori contributi a fronte di elaborati di libera espressione ed esecuzione comunicativa su un ben preciso tema deciso anno per anno.

L'iniziativa è stata presentata alla fine di novembre proprio negli ambienti dei padri salesiani, una serata durante la quale è stato spiegato anche che tutti, all'interno della comunità ma anche dal di fuori, potevano contribuire alla raccolta dei fondi necessari per finanziare l'iniziativa a seconda della propria volontà e della disponibilità economica, con quattro fasce di differenti donazioni: 50-100-200 euro e, qualora si trattasse di una cifra superiore, lasciando totale libertà d'azione. All'inizio si puntava idealmente a una raccolta di 5mila euro complessivi, ma la cifra potrebbe essere superata senza problemi, anzi, con grande gioia degli organizzatori che in questo modo potrebbero aiutare più persone e allargare quindi il raggio dell'iniziativa dedicata alla voglia di vivere di Alessandra.

«I contributi - ci spiega Carlo Pelizzi - possono essere versati presso: Istituto salesiano di Sant'Ambrogio, coordinata iban: IT96W0521601614000000050690, Causale: «borsa di studio Alessandra Pelizzi-Viva la Vida». Una volta effettuato il versamento, quindi, bisognerà mandare copia della ricevuta, con la causale del versamento, a don Damiano Galbusera (damianogalbusera@gmail.com) che garantisce la riservatezza dei dettagli di tutta l'operazione».