Negozi a rischio chiusura nel metrò

C'è l'edicolante della stazione Qt8 che quattro anni fa ha investito sessantamila euro nella ristrutturazione e deve ancora rientrare dalla spesa. Il barista di zona Lotto che, a sei mesi dalla lettera di Atm, non sa ancora spiegare alla famiglia se tra altri sei mesi chiuderà bottega e rimarrà senza stipendio o se le cose si sistemeranno. «Sono evasivi, dicono che avranno un occhio di riguardo per chi si è comportato sempre bene, ma siamo angosciati e stanchi di aspettare». La paura corre in metrò, e non si tratta questa volta di un allarme dovuto alla sicurezza. Ci sono 116 locali e 57 edicole a rischio. Negozi o ristoranti che lavorano nei mezzanini e hanno il contratto d'affitto in scadenza a luglio. Ma non stanno tranquilli neanche gli altri, visto che sarà solo l'inizio del nuovo corso. Si sono tenute già due assemblee, la terza tra una settimana. L'azienda intende mettere al bando da febbraio gli spazi via via in scadenza, quasi 180 gli affitti che si chiudono entro l'estate. Con questo sistema Atm potrà finalmente chiudere le porte a una quota di morosi che da anni non versano il canone. Ma nel piano ci sarebbe anche il restyling di alcune stazioni strategiche in vista di Expo. Tra i rumors c'è l'ipotesi che la Rinascente si faccia carico della ristrutturazione del mezzanino in Duomo e si «allarghi» con diverse vetrine al piano meno uno. Voci, troppe voci che corrono dalla linea gialla alla verde e mettono in agitazione i commercianti. Dicono che sono costretti da una norma Ue, avremo delle buonuscite, spazi alternativi, un diritto di prelazione? Le domande che si pongono da settimane o mesi, da quando sono arrivate le prime raccomandate che avvisavano della scadenza del contratto. Hanno sollecitato risposte dall'azienda senza avere chiarezza. E poichè sono stanchi di vivere in un limbo, si stanno mobilitando. Hanno iniziato a stampare i volantini, un edicolante sulla linea rossa riferisce che i primi 117 esercizi a rischio potrebbero costituirsi in comitato e tentare una causa legale per difendere lo spazio, «c'è la crisi e ci sono in ballo tante famiglie, abbiamo speso capitali sui locali perchè il rinnovo sembrava automatico, cosa faremo se decidono di pubblicare bandi a busta chiusa?». In piazzale Lotto c'è un aggravante: i lavori della nuova linea 5, che taglieranno fuori già entro un mese un edicola e un bar. La profumeria cederà una parte del magazzino e dovrebbe salvare la rivendita. Almeno fino a luglio, ma «anche la nostra attività è in scadenza e siamo subentrati solo un anno fa - si sfoga la titolare - se lo avessimo saputo non avremmo investito qui. Potremo rimanere? Contattiamo l'azienda ma non abbiamo certezze e mancano solo 6 mesi, viviamo alla giornata». Peraltro il cantiere rende già critiche le condizioni di lavoro. Anche ieri, giorno di pioggia, il locale si è allagato, «dobbiamo raccogliere di continuo l'acqua per evitare che si rovini la merce - spiega -, nelle feste di Natale le infiltrazioni hanno danneggiato una partita di confezioni regalo, tutte da buttare».
Proroga in vista (forse) per le edicole, il sindacato sta trattando con Atm. Per mettere al bando gli spazi i locali ovviamente devono essere completamente a norma. Ci vuole tempo e denaro. E maggio 2015 è ad un passo.