Nei parchi spuntano esche avvelenate Ora indagano i vigili

Continuano i tempi duri a Milano e nell'hinterland per i nostri amici a quattro zampe: a fronte di iniziative pronte a sostenerli, come la nascita di nuove zone riservate nei parchi e la massiccia attività social del Parco Canile cittadino per incentivare all'adozione di cuccioli e cani adulti, ecco non fermarsi le emergenze esche avvelenate e detenzione illecita. Già mesi fa, avevamo documentato la presenza di bocconi pericolosi nei giardini tra Viale San Gimignano e Via Arzaga e in via Savona: ora la zona incriminata risulta essere quella di Via Bisceglie, a due passi dal quartiere Baggio, dove qualche malintenzionato avrebbe deciso di spargere polpette imbottite di topicida. Per questo motivo la Polizia Locale ha disposto il controllo di tutti gli spazi verdi presenti nelle vicinanze e la chiusura temporanea da fine ottobre del giardino in questione. Qualche settimana prima, una decisione analoga era stata presa in un parco di Corsico, dove erano stati rinvenuti addirittura venti chilogrammi di croccantini avvelenati. I due luoghi in cui si sono consumati i misfatti, non particolarmente lontani tra loro, hanno fatto propendere la Locale per l'esistenza di una matrice comune antianimalista. Ricordiamo, infatti, che l'assunzione di queste esche da parte dei quattrozampe può portare a salivazione eccessiva, tremori muscolari, vomito, perdita di feci, ma anche respirazione affannosa e perdite di sangue da naso e bocca. Non va esclusa la morte: per questo è sempre fondamentale monitorare i movimenti del proprio amico, evitando di liberarlo troppo lontano dalla propria visuale di controllo e, comunque, non dimenticando che il guinzaglio è uno strumento indispensabile anche nelle aree protette. Da Corsico a Bollate: 22 chilometri di distanza per raccontare il blitz organizzato dall'Enpa e dalla Polizia Provinciale per trarre in salvo cinque cani e due cavalli tenuti in condizioni pessime. Gli animali, costretti in baracche di fortuna, senza riparo adeguato e visibilmente sofferenti, sono stati salvati grazie a numerose segnalazioni pervenute alla Protezione Animali. La situazione più grave riguardava i cavalli, tenuti in un terreno cosparso di urina mista a paglia putrefatta, con pochissima acqua e scarsa disponibilità di cibo. Entrambi gli animali presentavano problemi a livello degli zoccoli perché costretti a restare sempre immersi in un vero e proprio pantano corrosivo. Grazie al lavoro dell'Associazione A.S.O.M. (Associazione Salto Oltre il Muro), gli animali sono stati trasportati presso la casa circondariale di Bollate, dove l'associazione opera da anni in varie attività a favore dei detenuti e di altre categorie deboli. I cinque cani, invece, vivevano esposti alle intemperie con il solo conforto di un secchio di acqua putrida. Due di loro erano addirittura tenuti alla catena, nonostante fossero chiusi in recinti pieni di materiale di scarto, con grande pericolo per la loro incolumità. Il proprietario dello spazio è stato denunciato per maltrattamento sugli animali.