Da NoLo a Porta Nuova cambia la mappa di Milano

Approvata in aula la nuova toponomastica della città Fi detta condizioni per chiudere il Pgt: nodo San Siro

É ufficiale. NoLo non è più solo un acronimo inventato sei anni fa per fare un «marketing territoriale» che ha attecchito benissimo, visto che da allora è diventato meta del Fuorisalone, hanno aperto locali, gallerie d'arte, coworking, negozi di tendenza e persino gli affitti sono saliti in proporzione. Ora NoLo, che sta per «North of Loreto», la zona incastrata tra Greco, Casoretto e Turro, con epicentro in piazza Morbegno, capolinea del tram 1, è anche un quartiere riconosciuto sulla mappa di Milano. Calma e gesso, l'elenco dei nuovi Nuclei di identità locali (Nil) è inserito nel Piano di governo del territorio in discussione in consiglio comunale, una volta approvato dovrà fare un secondo giro di consultazioni sul territorio (la raccolta delle Osservazioni) e ripassare dall'aula. Ma i «Nolers» possono stare tranquilli, già ieri le modifiche all'elenco degli 88 quartieri indicati sul vecchio Pgt hanno raccolto un'ampia convergenza bipartisan. Il testo è stato presentato dal vicecapogruppo di Forza Italia Alessandro De Chirico e ha incassato 30 voti a favore, solo due no (Matteo Forte e Stefano Parisi di Milano Popolare, in polemica perchè «è mancata un'ampia condivisione») e 5 astenuti. NoLo non è l'unica novità, subiscono modifiche o interazioni 38 su 88 Nuclei di identità locale. Compaiono per la prima volta sulla mappa quartieri recenti ma già diventati di uso comune per definire un'area della città come Porta Nuova, Santa Giulia. Cascina Merlata che manda «in pensione» il quartiere Expo e Cascina Triulza. Ma sorprende persino che alcune aree non avessero già, formalmente, il nome che storicamente le rappresenta. Solo grazie agli aggiornamenti al Pgt compariranno sulla mappa il quartiere Lampugnano o Musocco, Chiesa Rossa, Cà Granda, Porta Venezia (finora era solo Venezia). Neanche Porta Genova o Porta Ticinese avevano un riconoscimento toponomastico. Washington invece diventa Porta Magenta.

«L'emendamento - commenta soddisfatto De Chirico - tiene conto della vastità di alcuni Nuclei. Vuole favorire l'identificazione dei milanesi con i quartieri in cui vivono e preservare alcuni luoghi. Ho tenuto in considerazione diversi fattori, come la storicità di alcuni comuni annessi a Milano nel 1923 (Crescenzago, Precotto, Greco, ecc), delle porte d'ingresso a Milano (Porta Lodovica, Porta Garibaldi), di quartieri fortemente identitari (Corvetto, Olmi), dei nuovi quartieri (NoLo, Cascina Merlata, Santa Giulia). Tra dieci anni, con lo sviluppo della città, probabilmente sarà necessario adeguare ulteriormente la nomenclatura». Anche l'assessore all'Urbanistica Pierfrancesco Maran lo giudica «un lavoro soddisfacente, e mi pare importante che il consiglio abbia deciso di porre il tema dei nomi al centro del dibattito, anni fa era un puro iter amministrativo. Nei prossimi mesi cittadini e Municipi potranno intervenire con affinamenti».

Domani l'aula tornerà a scaldarsi sul tema dello stadio, all'ordine del giorno gli emendamenti per concedere (come richiesto dai club) più volumetrie per realizzare il quarto anello. E il nodo che spaccherà soprattutto la sinistra è la richiesta di prevedere un centro commerciale. Intanto il capogruppo Fi Fabrizio De Pasquale detta le condizioni per ritirare emendamenti e consentire la votazione del Pgt: «Si deve togliere l'obbligo di lasciare il 20% di superfici filtranti per le nuove costruzioni, siano tolte le prescrizioni energetiche difficilmente attuabili e sullo stadio fissiamo in questa fase regole e condizioni, sì al centro commerciale ma indicando ora volumetrie precise. Mi pare che la giunta voglia rinviare alla seconda lettura del Pgt in aula, per aspettare il progetto di Milan e Inter».