Non tornano i conti: nelle scuole mancano i «prof» di matematica

Domani il sistema informatico darà i dati esatti del fenomeno. Sarà caccia ai supplenti

Sabrina Cottone

«Mi auguro che all'avvio dell'anno scolastico tutte le cattedre siano coperte e non si arrivi alle patologiche situazioni dello scorso anno, con gli studenti che hanno visto susseguirsi diversi insegnanti fino ad arrivare ai primi di dicembre» è l'allarme lanciato dall'assessore all'Istruzione di palazzo Lombardia, Valentina Aprea.

Il problema, a dire il vero qualcosa di più simile a un SOS, riguarda soprattutto i professori di matematica. Una merce rara, così come i docenti delle altre materie scientifiche. La dimensione esatta del fenomeno si conoscerà domani, quando il sistema informatico dell'Ufficio scolastico regionale renderà noto il numero di cattedre assegnate e quelle ancora vacanti. E a questo punto sarà necessario ricorrere ai «supplenti» in materie fondamentali. Sconfiggere la «supplentite», insomma, non è stato possibile nemmeno all'avvio di quest'anno scolastico.

In Lombardia le graduatorie dei precari di matematica sono esaurite da anni e non c'è stato ricambio generazionale. C'è carenza di professori abilitati e invece per essere assunti bisogna essere precari e abilitati. Così, anche quest'anno al problema si metterà una toppa con i precari non abilitati. Non tutti coloro che vengono chiamati sono all'altezza del compito e può trattarsi di persone non specializzate che poi non necessariamente garantiscono le competenze didattiche né la continuità.

In concreto può accadere che un laureato in altre discipline possa finire a insegnare matematica. Si può trovare la persona particolarmente appassionata di matematica, che crede nella scuola e nell'insegnamento e che è profondamente appassionata alla matematica, ma questo vuol dire affidarsi al caso e alla buona volontà dei singoli. Spiega Aprea: «Non c'è selezione, né investimento continuo sulla formazione, che è difficile da fare perché oggi assumono qui e domani lì». Un discorso che si aggrava per le materie scientifiche ma investe l'intero settore della scuola.

Si sa che in Lombardia è un male endemico. E se cinquantaduemila assunzioni di precari sono una buona notizia, per l'assessore non basta: «Bisogna partire dai bisogni effettivi della scuola e dei ragazzi e non solo dalle graduatorie esistenti. Non possiamo assumere solo chi è nelle graduatorie. Da noi, dove ci sono turn over e migrazioni continue di docenti, questo ai avverte ancora di più».

Sono state annunciate anche duemila assunzioni di dirigenti scolastici. «Ma la criticità - insiste Aprea - è che continuerà l'assenza di dirigenti scolastici, che ha portato a un raddoppio delle reggenze. Le duemila assunzioni annunciate sono sicuramente un punto di partenza ma il problema per quest'anno si pone sicuramente». Quando, dopo il maxi concorso annullato dei presidi, si arrivò all'assunzione dei dirigenti, in Lombardia ne mancavano 200. Il timore è che quest'anno si possa replicare. Aprea lamenta che il ruolo dei dirigenti scolastici sia stato svilito: «Anche la chiamata diretta, che avrebbe consentito ai dirigenti scolastici di scegliere i docenti in base agli obiettivi della scuola, è stata fortemente depotenziata. La mia idea è molto diversa: meno adempimenti amministrativi e maggiore responsabilità, con un solido sistema di misurazione dei risultati e anche una diversa assegnazione delle risorse».